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Ucraina, accordo sulla tregua da domenica. Poroshenko prudente:…

il summit di minsk

Ucraina, accordo sulla tregua da domenica. Poroshenko prudente: difficile attuarla

Sarà difficile mettere in pratica il nuovo accordo di pace tra Kiev e i separatisti filorussi. Lo ha detto il presidente ucraino, Petro Poroshenko. «È stato un processo negoziale molto difficile e ci aspettiamo un processo di realizzazione non semplice», ha dichiarato Poroshenko da Bruxelles, dopo aver ragguagliato i leader dell'Ue sull'accordo sottoscritto alcune ore prima al vertice di Minsk.

Intesa su una tregua da domenica
Cessate il fuoco a partire da domenica (le 22 di sabato ora italiana) e ritiro delle armi pesanti: dopo 15 ore di maratona negoziale a quattro (Putin, Merkel, Hollande e Poroshenko), a Minsk è stato firmato un accordo preliminare per fermare il conflitto in Ucraina. A darne notizia è stato il presidente russo, Vladimir Putin, spiegando che si è riusciti «a trovare un accordo sull'essenziale».

Il ritiro delle armi pesanti dalla regione del Donbass dovrà cominciare non oltre il secondo giorno successivo all'entrata in vigore del cessate il fuoco, domenica, e dovrà essere completato nell'arco di 14 giorni, specifica il documento firmato a Minsk contenente un pacchetto di misure per dare piena attuazione alla tregua firmata a settembre, sempre nella capitale bielorussa. Gli osservatori dell'Osce sarano inoltre incaricati di monitorare e verificare la tregua e il ritiro delle armi pesanti

«Chiediamo alle parti in conflitto», ha aggiunto Putin, «di fermare il bagno di sangue e lanciare un vero processo di pace il prima possibile». Il problema sottolineato da Putin è che «i negoziati tra Kiev e l'Est Ucraina sono a un punto morto» e per questo fa appello alle parti che inizino a breve negoziati di pace. Il presidente russo ha ribadito che per «una soluzione politica» del conflitto in Donbass si impongono alcune condizioni, di cui «la prima è una riforma costituzionale in Ucraina in cui dovrebbero essere sanciti i diritti delle persone che vivono nel territori del Donbass». Putin ha detto poi che c'è l'accordo con Petro Poroshenko per incaricare esperti militari per valutare la situazione e soprattutto la posizione delle parti sul fronte di Debaltsevo. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha affermato che gli accordi siglati a Minsk non prevedono alcuna autonomia per le aree sotto il controllo dei ribelli separatisti nell'est dell'Ucraina e, citato dall'agenzia Interfax, ha detto anche che «ci hanno proposto diverse condizioni inaccettabili», ma «noi non abbiamo accettato nessun ultimatum e abbiamo rimarcato la nostra posizione ferma: il cessate il fuoco deve avvenire senza condizioni preliminari». Poroshenko ha sottolineato anche che nei negoziati si è raggiunto un accordo per «il ritiro di tutte le truppe straniere dal territorio ucraino», aggiungendo che «tutti i mercenari devono essere ritirati dal territorio ucraino nel prossimo futuro».

50 carri armati entrati dalla Russia durante il vertice di Minsk
Mentre erano in corso i negoziati a Minsk, nella notte, una colonna militare formata da 50 carri armati e altri mezzi pesanti attraversava il confine dalla Russia, secondo quanto riferito dal portavoce delle forze armate ucraine, Andrii Lisenko. «Una cinquantina di carri armati, 40 lanciarazzi multipli Grad, Hurricane e Smerch e altrettanti veicoli blindati hanno attraversato il confine russo-ucraino dal posto di controllo Izvarine», nella regione separatista filo-russa di Lugansk.

Casa Bianca: ora Putin ritiri armi e soldati
La Casa Bianca ha dato il “benvenuto” all'accordo di Minsk sull'Ucraina, definendolo «un passo potenzialmente significativo verso la pace nell'Est» del Paese «ma la Russia deve porre fine al suo sostegno ai separatisti in Ucraina». Gli Usa invitano Mosca a «ritirare gli armamenti pesanti e i suoi soldati» dall'est del Paese. L'accordo di Minsk - prsegue il comunicato della Casa Bianca - «deve ora essere seguito da immediati passi concreti per adempiere agli impegni delle parti e il cessate il fuoco deve essere applicato e onorato». Gli Usa manifestano, allo stesso tempo, preoccupazione per l'escalation di oggi nei combattimenti, che è incoerente con lo spirito dell'accordo raggiunto sulla crisi dell'Ucraina, conclude il comunicato della presidenza americana.

I leader separatisti: speranza per una soluzione pacifica
Intanto, l’accordo sulla tregua raggiunta a Minsk viene valutato positivamente dalle parti in causa, dando «speranza per una soluzione pacifica» del conflitto durato 10 mesi, come ha detto il leader separatista filorusso Alexander Zakharchenko. «Non possiamo non dare all'Ucraina questa possibilità, cambierà l'intero paese» ha affermato Igor Plotnitsky, altro capo dei ribelli, dopo che i due hanno firmato l'accordo raggiunto dal gruppo di contatto.

Hollande e Merkel: sollievo, è un primo passo e un segnale di speranza
Il presidente francese, Francois Hollande, ha definito l'accordo raggiunto a Minsk un «motivo di sollievo» per l'Europa e una «speranza» per Kiev. Il titolare dell'Eliseo, che ha parlato di «soluzione politica globale», ha aggiunto che resta ancora molto da fare, ma che il passo raggiunto a Minsk offre davvero «un chance effettiva» di migliorare la situazione in Ucraina. «Si tratta di una speranza seria, anche se non è ancora finita». Inoltre Hollande ha reso noto che -insieme al cancelliere tedesco, Angela Merkel, e al presidente ucraino, Petro Poroshenko- farà pressioni sull'Ue perché sostenga l'accordo preliminare di pace sull'Ucraina siglato a Minsk. Angela Merkel, ha commentato che il risultato raggiunto a Minsk dà speranza ma resta molto da fare. «Abbiamo un segnale di speranza - ha affermato la cancelliera tedesca -. Abbiamo concordato l'implementazione complessiva degli accordi di Minsk. Ma naturalmente passi concreti devono essere fatti. E ci sono ancora grandi ostacoli davanti a noi». Il cancelliere tedesco ha anche dichiarato che è stato il presidente russo Vladimir Putin a «convincere» i separatisti filorussi alla tregua.

Renzi: importante passo avanti
«Un passo avanti importante, per quello che abbiamo letto un ottimo risultato, ora aspettiamo» il rientro di Angela Merkel e Francois Hollande a Bruxelles. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato, al suo arrivo al vertice del Pse che precede il Consiglio europeo, l'accordo sul cessate il fuoco in Ucraina raggiunto a Minsk.

15 ore di incontri serrati
L’annuncio di Putin è l’ennesima svolta di lunghe ore di negoziati convulsi e ricchi di colpi di scena. Presto nella mattinata di oggi, i leader di Ucraina, Russia, Germania e Francia avevano ripreso gli incontri nel Palazzo dell'Indipendenza di Minsk per cercare di fermare la guerra nell'est dell'Ucraina, senza che ci fosse ancora una prospettiva di accordo dopo più di 13 ore di negoziati ininterrotti, tanto è vero che il presidente ucraino Petro Poroshenko, parlando con alcuni giornalisti durante una pausa, aveva parlato di «condizioni inaccettabili» proposte dalla Russia.

I negoziati erano proseguiti nel cosiddetto “formato Normandia”, con il presidente ucraino, Petro Poroshenko, il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente francese, Francois Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Secondo il ministro degli Esteri ucraino, Pavel Klimkin, si sono svolti anche colloqui «in tutti gli altri formati»; tra questi, il Gruppo di contatto che riunisce i rappresentanti dei separatisti, di Kiev, Osce e Russia, riuniti a Minsk nell'edificio di rappresentanza del ministero degli Esteri bielorusso.

La storica maratona negoziale notturna, forse la più lunga della loro carriera, ha coinvolto Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande. Una vera guerra di nervi, come prova il volto tirato dei quattro leader, con la Merkel reduce anche dal volo da Obama.

Il presidente russo, Vladimir Putin, quello ucraino, Petro Poroshenko, il capo dell'Eliseo, Francois Hollande e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, hanno lavorato fin dalle 18.30 di mercoledì, ora italiana. Dai risultati dei negoziati potrebbe dipendere la decisione del Fondo monetario internazionale sull'assistenza finanziaria a Kiev.

Il gruppo di contatto riunisce rappresentanti dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), la Russia e l'Ucraina; alla riunione del gruppo a Minsk, sono stati invitati anche rappresentanti dei separatisti filorussi.
Rimasto in gran parte disatteso, il protocollo per il cessate il fuoco nell'Ucraina orientale, firmato il 5 settembre a Minsk e sviluppato in un memorandum del 19 settembre, era stato finora l'unico accordo firmato da tutte e parti per cercare di risolvere il conflitto. Esso prevede, oltre ad «un cessate il fuoco immediato bilaterale», la rimozione di «gruppi armati illegali», delle armi pesanti e di tutti i combattenti e mercenari dal territorio ucraino, la liberazione «senza indugio» di tutti i prigionieri e ostaggi così come «un dialogo inclusivo nazionale», il «decentramento» del potere, un'amnistia per alcuni dei combattenti e lo svolgimento di elezioni locali in conformità con la legislazione ucraina.

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