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Grecia, intesa al vertice Ue: al via i colloqui tecnici. Bce…

Merkel: due giorni per l’accordo

Grecia, intesa al vertice Ue: al via i colloqui tecnici. Bce aumenta la liquidità

Prima schiarita tra Grecia ed Europa. Il premier greco Alexis Tsipras e il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem hanno raggiunto un accordo per avviare un dialogo tra tecnici Ue, Fmi, Bce e greci che studino le distanze che separano l'attuale programma e le richieste greche. Una prima analisi sarà fatta entro l'Eurogruppo di lunedì.

Una seconda notizia positiva per i mercati viene dalla Bce, che ha deciso di aumentare di 5 miliardi i fondi a disposizione delle banche greche nel quadro del programma di aiuti di emergenza (Ela). L’Ela per gli istituti ellenici passa così da 60 a 65 miliardi.

Secondo quanto riferito dalla portavoce di Dijsselbloem, il presidente dell'Eurogruppo e Tsipras hanno avuto un bilaterale a margine del vertice Ue nel quale Dijsselbloem ha invitato Tsipras ad avviare un dialogo tra tecnici sui due piani, quello greco e quello europeo. Gli esperti delle istituzioni e quelli greci dovrebbero iniziare gli incontri già domani e capire quanto terreno comune c'è nelle due visioni. Dopo questo lavoro tecnico servirà poi una decisione politica, che l'Eurogruppo, questo è l’auspicio, dovrebbe essere in grado di prendere lunedì.

Mai più Troika
In ogni caso, è questo è un punto per Tsipras, non si parlerà più di Troika, ma di rappresentanti o esperti delle tre istituzioni che ne fanno parte. In particolare dal 28 febbraio, data di scadenza del vecchio programma per la Grecia. D'altra parte, la fine della Troika e la sua sostituzione con qualcos'altro faceva parte non solo dei programmi di Syriza, il partito di Tsipras, ma anche degli impegni di Juncker durante la sua campagna elettorale per la presidenza della Commissione, ed è scritta nel programma della stessa Commissione.

Fisco greco, in gennaio -23% (oltre un miliardo)
Una notizia spiacevole per Tsipras è arrivata, però, proprio oggi dal Fisco greco: in gennaio nelle casse dello Stato è stato versato un miliardo abbondante meno di quanto preventivato. Le entrate sono state pari a 3,49 miliardi di euro contro l’obiettivo di 4,54 miliardi (-23%). La ragione, secondo il quotidiano Kathimerini, risiederebbe nel fatto che molti greci «hanno evitato di pagare, in vista delle elezioni anticipate», confidando nella volontà politica di Syriza di abolire misure impopolari come l’Enfia, la tassa sulla proprietà, in pratica l’Imu greca. Tsipras nel discorso di insediamento, domenica scorsa, ha confermato l’abolizione dell’Enfia, che dovrebbe essere sostituita da una patrimoniale sulle grandi proprietà.

Merkel: Germania disposta al compromesso
Sulla Grecia «bisogna cercare un compromesso, che si ottiene quando i vantaggi superano gli svantaggi. La Germania è pronta, ma bisogna ricordarsi che la credibilità dell'Europa poggia sul rispetto delle regole». Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, reduce dalla maratona negoziale di Minsk sulla crisi ucraina, arrivando al vertice informale Ue, dopo l'Eurogruppo straordinario di ieri dedicato alla Grecia, terminato con un nulla di fatto. Merkel ha ricordato che «un compromesso sulla base di una proposta greca sarà discusso al prossimo Eurogruppo in calendario lunedì» e quindi «ci sono ancora un paio di giorni». Merkel si è detta convinta di poter trovare un accordo con la Grecia sul tema del debito. «L'Europa si è sempre distinta per la sua capacità di raggiungere accordi», ha detto il cancelliere tedesco al suo arrivo al vertice di Bruxelles. Bisogna valutare vantaggi e svantaggi e la «Germania è disposta a farlo».

Tsipras «fiducioso»
Proprio Tsipras si è detto «molto fiducioso che tutti insieme possiamo trovare una soluzione reciprocamente accettabile per sanare ferite l'austerità, affrontare la crisi umanitaria nell'Unione Europea e riportare l'Europa sulla strada della crescita e della coesione sociale». Dopo l’Eurogruppo, parlando ai cronisti all'uscita, il ministro delle Finanze Varoufakis aveva parlato di «una discussione molto costruttiva ed estensiva su tutti gli aspetti della crisi greca».

Il croato Milanovic: altri Paesi hanno più bisogno della Grecia
«Dobbiamo vedere tutti insieme nella Ue come aiutare la Grecia, anche se non mi pare che sia il Paese europeo che più di tutti ha bisogno d'aiuto». Lo ha dichiarato il primo ministro croato, Zoran Milanovic, ai cronisti a Bruxelles, prima dell'inizio del Consiglio europeo. «Credo che ci siano anche altri Paesi, meno sviluppati della Grecia, che hanno bisogno d'aiuto, e che ora dovrebbero pagare i conti della Grecia», ha commentato Milanovic.

Finlandia severa: gli impegni vanno rispettati
Severo il primo ministro finlandese Alexander Stubb, uno dei falchi del Nord, al suo arrivo al vertice europeo di Bruxelles. «Il tempo sta per scadere - ha detto -. Abbiamo fatto tutto il possibile negli ultimi cinque anni per mantenere la Grecia nell’Eurozona e lo continueremo a fare, ma gli impegni sono impegni e dobbiamo attenerci a questo».

La Bce alza a 65 miliardi la liquidità di emergenza
Intanto la Banca centrale europea ha alzato a 65 miliardi, dai 59,5 precedenti, le disponibilità di liquidità a favore della Grecia tramite il meccanismo Ela (Emergency Liquidity Assistance). Oggi si è tenuta una teleconferenza dei vertici dell’Eurotower dopo che la scorsa settimana la stessa Bce aveva tolto la possibilità agli istituti ellenici di usare i titoli di Stato greci in garanzia nelle aste di rifinanziamento, lascinado dunque solo l’Ela come canale di finanziamento. La Bce rivede l'Ela (concesso alle banche illiquide purché solvibili) ogni due settimane e il prossimo consiglio è il 18 febbraio. L’incremento della liquidità diposnibile è il segnale dei problemi cui deve far fronte il sistema bancario greco, sempre più a corto di risorse fresche.

La liquidità d'emergenza concessa dalla Bce tramite l'Ela è per «un periodo di tempo molto breve», ha precisato comunque Peter Praet, membro del direttorio Bce, aggiungendo che «in una crisi sistemica l'Ela può essere fornito al sistema bancario per un periodo più lungo, ma a condizione che ci sia la solvibilità delle banche».

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