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    Expo, viabilità a rischio. Viaggio tra cantieri in ritardo e visioni spettrali

    A dieci giorni dall'apertura di Expo, è facile lanciarsi in previsioni sul traffico in città. E a questo punto si può dire senza grandi margini di dubbio che, se si avvereranno le previsioni di 20 milioni di visitatori, l'accessibilità in auto al sito di Rho sarà un vero caos. E un grande problema per la città. Non è un caso che il commissario unico dell'evento, Giuseppe Sala, dica già da un pezzo che all'Expo sarà meglio arrivarci in metro.

    Facciamo un giro per toccare con mano e vedere come raggiungere l'Expo. I problemi hanno due nomi: la Zara-Expo e la Rho-Monza, la prima sotto la responsabilità del Comune di Milano (tramite la controllata Metropolitana milanese, che ne è la stazione appaltante); la seconda sotto la responsabilità della società Serravalle (di proprietà prima della Provincia di Milano e ora, da qualche mese, in mano alla Regione Lombardia).

    La Zara-Expo (il cui progetto costa 110 milioni) dalla fine del 2014 vive un'odissea, con un'azienda interdetta dalla prefettura per connessioni con la ‘ndrangheta, poi messa in stato fallimentare e infine sostituita solo a febbraio. Nei fatti si sono persi almeno 2 mesi di lavoro fatali, perché si sono accumulati ad altri ritardi. La Rho Monza, lungamente avversata dai comitati cittadini, doveva invece essere pronta da tempo. Se ne parla da anni, ma nemmeno la società Serravalle ha davvero investito risorse nei cantieri: mancano ancora all'appello i 250 milioni necessari. Si era pensato ad un bond per i nuovi investimenti ma tutto fermo. Il risultato è la realizzazione di uno stralcio-bis della Rho-Monza, ovvero lo stralcio di uno stralcio: meno di un quarto del totale.

    La Zara Expo servirà gli utenti della città: da via Eritrea, nella parte a Nord di Milano, arriva nell'area Nord Ovest della città. E fino a qui, nel tratto del lotto 1A, tutto a posto. Le difficoltà arrivano quando ci si trova nei pressi di via Stephenson. Già adesso le code si formano facilmente ad ogni semaforo, ancora prima di imboccarla; quando poi si riesce ad entrare – per ora senza una segnaletica chiara – si inizia a guidare in una strada stretta e in curva, da percorrere con cautela. Figuriamoci quando ci sarà l'Expo.

    Continuiamo a guidare. Il paesaggio è poco edificante: lungo i lati spuntano capannoni abbandonati e edifici cadenti. C'è un primo sottopasso che sembra pronto e che, dicono anche gli operai, il primo maggio sarà aperto. Ma il bello deve ancora venire. Il secondo sottopasso, il famoso lotto 1B (area triboniano), non ci sarà per l'inaugurazione dell'evento universale. Non un dettaglio, perché grazie a questo passaggio i visitatori sarebbero arrivati direttamente a Cascina Merlata, il centro urbanistico vicino al varco a Sud del sito espositivo, e da cui parte una passerella diretta ai padiglioni.

    Il sottopasso del lotto 1B, dice la stazione appaltante, sarà pronto a luglio. Ma parlando ieri con gli operai e i capo cantieri si ha l'impressione che non ci siano direttive chiare: “Ci dicono di finire a luglio ma al tempo stesso di fermare i lavori durante l'Expo, dal primo di maggio. Boh”. Pochi gli operai impegnati a lavorare, molti fermi ai lati, tra le ore 11 e le 12. Potrebbe trattarsi di una pausa pranzo. Ma la sensazione è che non venga più ritenuta una priorità.

    Proseguiamo dunque lungo la strada alternativa, a fianco dei cantieri del sottopasso. Una strada stretta, tra ringhiere e cemento, ma che, dicono nel Comune di Milano, “verrà certamente aperta, con due corsie. il 26 aprile”. A percorrerla già in un giorno senza traffico si capisce subito che durante un evento internazionale si rischia di rimanere bloccati per ore. Peraltro dentro una periferia urbana trascurata, per cui sarà necessario intervenire con opere di “camouflage” in tempi rapidi. Insomma, c'è da augurarsi che le autorità (italiane e non) non siano costrette a passare di qui.

    Ma se proprio si è scelta questa via, ecco che alla fine troviamo finalmente un bel ponte, già pronto e imponente, che condurrà alla porta Est del sito, la porta Roserio. Questa è l'entrata più vicina all'area di rappresentanza italiana, col Padiglione e il Palazzo Italia. Attenzione però: l'accesso e il parcheggio (con i suoi 5mila posti) è concesso solo agli autorizzati. Ovvero: taxi e autobus che scaricano visitatori e poi vanno a parcheggiare altrove. Le auto private non sono ammesse. Per ora nessuna segnaletica lo spiega, ma in questi giorni è probabile che si cercherà di farlo sapere.

    Si torna indietro dunque. E a questo punto si tenta di raggiungere il parcheggio più vicino al sito aperto al pubblico, quello della Fiera di Milano, vicina alla passerella Sud di Cascina Merlata. Poi da lì c'è una navetta per andare tra i padiglioni, o ci si incammina a piedi per un paio di chilometri.

    Per arrivare diretti alla passerella Sud conviene dunque prendere via Gallaratese, dove c'è un svincolo appena realizzato (e c'è da immaginare e sperare che i cantieri siano del tutto terminati nel giro di dieci giorni). Anche qui lo scenario è piuttosto semplificato: il centro urbanistico si riduce per ora a qualche grattacielo colorato. Ma tant'è. Da qui almeno si riesce ad arrivare. Anche per chi esce dalla A4, grazie ad uno svincolo recentemente costruito (lo “stralcio gamma”).

    Non è facile la viabilità nemmeno per chi arriva da Malpensa. Da lì si dovrà prendere un tratto della Rho-Monza, una strada a due corsie per senso di marcia, che doveva essere migliorata ma nei fatti è rimasta al palo. Ampliata solo l'area dello svincolo di Baranzate, per circa 2 chilometri. Per il resto si vedono i cantieri e si guida sulla vecchia strada. Però almeno si arriva al parcheggio di Arese, aperto a tutti, da dove partiranno poi delle navette. E se va tutto bene ci vorrà una mezzora per arrivare alla porta Est di Roserio.

    Consiglio: meglio scegliere la metro, per chi arriva dalla città. Si arriva alla porta Fiorenza, ad Ovest. Si fa prima e si evita di vedere cantieri e periferie trasandate.

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