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Lombardia, il ritorno alla terra: boom (+24%) nel lavoro agricolo

La terra chiama, il lavoro risponde. Anche dal motore del Nord. La Lombardia traina il boom dell'occupazione del settore agricolo, con un rialzo annuo che sfiora il 24%: 83mila lavoratori nel primo trimestre 2015 contro i 67mila che si registravano nello stesso periodo del 2014. Lo rivela la Coldiretti Lombardia, con un'indagine sui dati Istat che arricchisce il quadro già affiorato dal resto del paese. L'exploit lombardo spinge ancora più su il +20,3% di lavoratori dipendenti nel Nord Italia e moltiplica per quattro il +6,2% emerso dall'analisi nazionale (27mila nuovi occupati).

Quanto basta a far sì che il lavoro nei campi cresca 10 volte di più della media degli altri settori. Un ritorno alla terra, guarda caso in concomitanza con Expo? «Più che altro, un consolidamento. Il settore agricolo è stato anti-ciclico: mentre altrove si perdevano posti di lavoro, l'agricoltura ne creava. E poi, ora c'è in corso una riscoperta dei (e da parte dei) giovani» spiega al Sole 24 Ore Romani Magrini, responsabile lavoro e rapporti sindacali di Coldiretti.

Agricoltura, la carica dei 15mila under 40
In effetti, a eccezione del centro Italia (-11,5%), l'aumento ha attecchito in tutta la Penisola. Se si sommano lavoratori dipendenti e indipendenti, il rialzo è del 16,1% nel settentrione e addirittura del 44,4% nel mezzogiorno. Ma è proprio a Milano e dintorni che si registra uno fra i boom più netti: rialzo del 31,6% dei lavoratori dipendenti e del 22,9% per gli autonomi, contro il 7,4% e il 4,9% del resto d'Italia. In crescita anche la minoranza di under 40: i giovani agricoltori rilevati da Coldiretti sono 15mila, divisi tra un 15% di laureati e un 68% in possesso di un diploma superiore.

Cosa spinge le ultime generazioni a “ributtarsi sulla terra”, dall'allevamento alla raccolta ortofrutticola? Secondo l'analisi Coldiretti le molle principali restano passione personale (36%) e il desiderio di «mantenere in vita l'attività di famiglia», eredità che influisce sul 26% delle scelte. «Ci sono tantissimi giovani che entrano in agricoltura da zero, intraprendono una nuova impresa acquistando terreno e merci. E con l'ingresso di tanti giovani in agricoltura non può che acquisire rilievo tutto quello che viaggia sul web: pensiamo all'e-commerce, agli agriturismi, alle piattaforme digitali» dice Magrini. Tra le aspettative per il proprio futuro professionale ci sono prezzi più favorevoli per materie prime ed energia (65%), snellimento delle pratiche burocratiche (57%), più possibilità di accesso al credito.

Dall'inglese ai device, come cambia l'agricoltore
Certo, un lavoro nell'agricoltura del 2015 ha poco a che spartire con quello che si offriva fino a qualche anno fa. Secondo Piergiovanni Ferrarese, del Comitato di Presidenza giovani di Confagricoltura (Anga), i giovani che entrano a contatto con il mestiere oggi «guadagnano di più, ma devono offrire molto di più di quanto si chiedeva una volta. Anche un semplice collaboratore deve essere abituato al “pronto intervento” e capire cosa sta succedendo su una coltivazione, subito». Ad esempio? Studi di agronomia e sguardo aggiornato sulle innovazioni in arrivo dall'estero: «Quella dell'agricoltore “del 2000” una figura che deve aver fatto competenze a pieno campo: agronomia, fitopatologia, conoscenza dei dispositivi elettronici.

Se 10 anni non era necessario sapere l'inglese, oggi lo sta diventando. E non è un caso se tra le mete preferite per la formazione ci sono Stati Uniti ed Australia» dice Ferrarese. Non stupisce l'ascesa delle immatricolazioni ai corsi di laurea in scienze agrarie, forestali e ambientali, su del 72% in appena cinque anni accademici. Così come non spiazza la ricerca di neo-dottori in biotecnologie, chimica, enologia e “perfino” ingegneria, formazione ideale per un ruolo nelle agroenergie. Spazi per start up e candidature dirette? Coldiretti assegna ogni anno i suoi “Oscar green” ai progetti più innovativi nel settore. E Confagricoltura fa incontrare domanda e offerta con Agrijob, un servizio di intermediazione digitale tra la domanda e l'offerta di dipendenti.

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