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Questo articolo è stato pubblicato il 15 agosto 2015 alle ore 08:12.

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Nonostante l’instabilità meteorologica sia diventata ormai una vera e propria costante delle estati italiane e il dibattito sulla ripresa dei consumi divida sempre di più l’opinione pubblica, la bella stagione 2015 a quanto pare sarà archiviata come quella del ritorno alla crescita per il sistema turistico nazionale. Una crescita consistente, dopo un decennio caratterizzato quasi sempre dal segno meno nel quale toccava addirittura salutare con entusiasmo le stagioni caratterizzate da performance di arrivi e presenze intorno allo zero.

Il sentiment degli operatori per l’estate che volge al termine è invece inequivocabilmente positivo: Federturismo stima un incremento delle presenze complessive pari al 10%, cui contribuiscono i flussi dei visitatori stranieri con una prestazione del +7 per cento. Federalberghi, attraverso lo studio realizzato in collaborazione con Acs Marketing, individua una tendenza del +8,6% di italiani in vacanza, cui si affianca un +2,5% di clientela estera diretta nel Bel Paese. Crescono nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori dalle mura domestiche, dormendo almeno una notte fuori casa. Sono infatti circa il 50% - ossia 30,4 milioni - le persone che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze (+8,6% su 2014). La durata media quest’anno è di otto notti rispetto alle nove notti del 2014 e nell’81% dei casi (quasi 25 milioni) gli italiani rimarranno in Italia, mentre nel 19% dei casi (oltre 5 milioni) andranno all’estero. Il giro d’affari del sistema ricettivo si attesta sui 18,3 miliardi rispetto ai 17 miliardi del 2014 (+7,7%). La spesa stimata per le vacanze estive (comprensive di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) è di 786 euro (rispetto ai 790 euro del 2014). Secondo Confesercenti, tuttavia, un italiano su tre terrà un occhio al portafogli, con un budget inferiore ai 500 euro.

Il traino dell’Expo

Dietro questi numeri ci sono fattori che segnalano l’eccezionalità del 2015. «Questo è l’anno di Expo – commenta Renzo Iorio, presidente di Federturismo – ed è quindi innegabile che nelle performance di incremento di cui ha beneficiato l’intero sistema ricettivo nazionale ci sia anche il traino dell’esposizione universale di Milano. Un elemento che ha giocato favorevolmente soprattutto per il ritorno della clientela estera». Qualcuno, insomma, arrivato in Italia per Expo si è “allungato” a visitare le bellezze architettoniche e paesaggistiche dello Stivale. Una festa per l’industria italiana dell’accoglienza rovinata solo in parte, a fine luglio, dalle notizie di cronaca: «Non hanno certo fatto bene – analizza il presidente di Federturismo – all’immagine del Paese il caos di Fiumicino o le assemblee a Pompei, episodi i cui contraccolpi potrebbero farsi sentire successivamente. Si torna al solito discorso: questo è un Paese – continua Iorio – privo di servizi all’altezza dei flussi turistici che lo interessano ma il bilancio dell’estate, almeno per quello che ci è concesso di capire fino a questo punto, è nettamente positivo». Intanto, oggi i musei statali saranno aperti tutto il giorno e i 20 più grandi, come tutti i sabati, fino a mezzanotte. «Una grande festa della cultura - ha detto il ministro del Beni culturali Dario Franceschini -. Un’occasione per cittadini, famiglie e turisti di conoscere e visitare quello straordinario museo diffuso che è l’Italia». L’elenco dei musei che aderiscono all’iniziativa “Una notte al Museo” è consultabile su www.beniculturali.it.

Tutti al mare

In quali direzioni si è mosso il turismo che ha interessato il Bel Paese? Se guardiamo alla clientela italiana, dominano le località marittime, in particolare del Sud. Oltre il 48% di chi rimane nei confini nazionali, secondo l’osservatorio di Federalberghi, si sta recando in Sicilia (18% della domanda), in Sardegna (10,4%), in Puglia (10,1%) e in Calabria (10%). Il 79%, rispetto al 70% del 2014, preferisce la spiaggia, con il dettaglio che vede il 59% scegliere il mare della Penisola o delle due isole maggiori (rispetto al 48% del 2014), mentre il 20% (rispetto al 22% del 2014) si riversa sulle isole minori. Seguono in classifica generale la montagna con il 7,8% delle preferenze (rispetto al 15,1% del 2014), le località d’arte maggiori e minori con il 4,2% (rispetto al 5% del 2014), le località termali e del benessere con il 2,7% della domanda (rispetto al 2,4% del 2014) e in leggera risalita le località di lago che attraggono il 2% della domanda complessiva italiana (rispetto all’1,6% del 2014). Vero e proprio boom per il settore crocieristico. Buone nuove per il Sud, insomma: «Dopo le notizie di qualche settimana fa – commenta il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca riferendosi all’ultimo Rapporto Svimez - che hanno enfatizzato dati drammatici sulla irrisoria crescita del Mezzogiorno, vedere che il 48% degli italiani stia scegliendo per la proprie ferie estive soprattutto le regioni del Sud ci rafforza nel convincimento che il nostro Paese ha ancora tante doti turistiche da valorizzare per una crescita economica e occupazionale che vanno incentivate per diventare il volano della ripresa».

Calo dei russi in Sardegna

Nei rapporti con la domanda estera, non possono non pesare le dinamiche politiche internazionali. «In Sardegna – spiega il presidente di Federturismo Iorio – in particolare si riscontra una piccola crisi della domanda russa. Negli anni scorsi ci eravamo abituati a vedere gli alberghi alto di gamma dell’isola occupati dai russi. Il rublo debole quest’anno ci ha giocato contro, indirizzando quel tipo di clientela verso altre mete che, considerando il cambio, apparivano più competitive. In compenso, quello stesso segmento di mercato ha visto crescere la domanda americana».

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