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Istat rivede al rialzo le stime del Pil: +0,3% nel secondo…

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Istat rivede al rialzo le stime del Pil: +0,3% nel secondo trimestre e +0,4% nel primo

L'Istat ha rivisto al rialzo la crescita del Pil nel secondo trimestre, portandola a +0,3% (da +0,2%) rispetto al primo trimestre e a +0,7% su base annua (da +0,5%), l'aumento tendenziale più alto da quattro anni (secondo trimestre 2011). Non solo. La revisione al rialzo riguarda anche la stima del Pil relativa al primo trimestre. Nei primi tre mesi dell'anno il Pil è aumentato dello 0,4% (+0,3% la stima precedentemente diffusa dall'Istituto) rispetto al trimestre precedente.

Istat, crescita acquisita 2015 sale a +0,6%
La variazione acquisita per il 2015 (cioè quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno), è ora pari a +0,6% (rispetto al dato precedente del +0,4%).

In aumento i consumi nel secondo trimestre
L’ Istat ha fornito oggi i dati di dettaglio relativi agli aggregati del conto economico nel secondo trimestre 2015. Per quanto riguarda la domanda interna: i consumi nazionali aumentano dello 0,3% (+0,4% per i consumi finali dei residenti e -0,2% quella di Istituzioni sociali private e Pa) e dello 0,5% tendenziale (-0,6% le famiglie), segnando i recuperi più consistenti da almeno quattro anni; gli investimenti fissi lordi invece diminuiscono dello 0,3% su mese e aumentano di pari entità su anno.

Stazionario il valore aggiunto nell’industria
Riguardo alle componenti estere si registra una crescita più intensa per le importazioni (+2,2% congiunturale e +5,5% tendenziale) che per le esportazioni (+1,2% e +4%). La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 0,2 punti percentuali (+0,3 il contributo delle famiglie, nullo quello della Pa, -0,1 per investimenti fissi lordi); le scorte hanno contribuito positivamente per 0,4 punti; la domanda estera netta ha pesato negativamente per 0,2 punti. Rispetto al trimestre precedente, il valore aggiunto dell'industria è rimasto stazionario e quello dei servizi è aumentato dello 0,3%, quello dell'agricoltura è diminuito dell'1,1%. La stabilità del settore industriale deriva da una crescita dell'industria in senso stretto (+0,2%) e una flessione delle costruzioni (-0,7%).


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