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Sud, spunta l'ipotesi del taglio Ires

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Sud, spunta l'ipotesi del taglio Ires

Per ora è un'istruttoria tecnica condotta dagli esperti governativi della materia. Ma l'ipotesi merita grande attenzione: nella legge di stabilità potrebbe spuntare una fiscalità di vantaggio per le imprese meridionali nella forma di un'aliquota Ires agevolata. L'istruttoria, che secondo fonti dell'esecutivo in questa fase iniziale vedrebbe impegnato il Dipartimento Finanze del ministero dell'Economia, mira a definire la fattibilità di una riduzione immediata dell'Ires al Sud di almeno un paio di punti: si ipotizza dall'attuale 27,5% almeno al 25 per cento.

Alla luce del piano di riduzione delle tasse preannunciato dal premier Matteo Renzi si potrebbe dunque leggere l'intervento come un'anticipazione per arrivare gradualmente alla prospettata aliquota Ires del 24% su tutto il territorio nazionale a partire dal 2017. In altre parole, se l'opzione tecnica sarà concretizzata, il Mezzogiorno farebbe da “banco di prova” beneficiando della riduzione con un anno di anticipo e con un'aliquota più o meno già allineata a quella che viene considerata l'approdo finale.

Nelle prossime due settimane dovrebbe arrivare il verdetto - sia tecnico che politico - sulla realizzabilità dell'operazione che presenterebbe comunque alcune criticità da non sottovalutare. Ci sono complessità legate alle conseguenze indirette che questo intervento sulle società di capitali avrebbe su altre imposte. E ci sarebbe la necessità, molto probabilmente, di notificare la misura alla Commissione europea per scongiurare la bocciatura sulla base delle regole in materia di aiuti di Stato. L'Unione europea in passato, anche di fronte ad operazioni avviate o tentate da altri Paesi, è stata sempre particolarmente rigorosa sul tema della fiscalità di vantaggio per alcune limitate macroaree degli Stati membri. In questo caso però, va anche detto, l'Italia potrebbe presentare agli uffici di Bruxelles l'operazione come un mero anticipo, di durata limitata, di una revisione nazionale e più complessiva del sistema di tassazione sui redditi delle imprese.

Di certo la tecnocrazia ministeriale ha già aperto il dossier Ires “lanciato” da Renzi. Tanto che circolerebbe anche un'altra ipotesi, quella di declinare questo primo assaggio non su base territoriale (quindi senza vincolarlo alle imprese del Mezzogiorno) ma in virtù della classe dimensionale (solo Pmi) o addirittura, in questo caso restringendo molto il campo di azione, solo alle piccole aziende a carattere innovativo.

Ad ogni modo il possibile graduale anticipo del piano Ires cammina parallelamente ad altre istruttorie tecniche avviate in vista della legge di stabilità. Nel menù al momento restano sia il “bonus del super-ammortamento” per investimenti in macchinari produttivi ispirato alla legge Macron varata in Francia sia il parziale rafforzamento del credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Le scelte finali - osservano dal governo - dovranno tener conto di due elementi: la possibile efficacia delle singole opzioni sul tavolo e la compatibilità con i (ristretti) margini a disposizione per coprire misure di sviluppo.

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