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Il governo indaga sui filtri diesel anti-particolato: potrebbero…

MINISTERO DELLA SALUTE

Il governo indaga sui filtri diesel anti-particolato: potrebbero essere nocivi

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiesto un parere all'Istituto Superiore di Sanità sui rischi dei filtri delle automobili diesel sulla salute, e sulla possibilità che i filtri stessi riescano a far «sfuggire» ai controlli le particelle nocive emesse. L'iniziativa del ministro fa seguito alla lettera inviata dal procuratore Pignatone, in cui tra l'altro si denuncia proprio, alla luce dello scandalo Volkswagen, che i filtri dei motori diesel riducono le dimensioni delle particelle inquinanti rendendole più assorbibili dall'organismo umano, e inoltre meno riscontrabili dai controlli e quindi «estremamente pericolose». «Secondo accreditati studi scientifici - sottolinea Pignatone - il nanoparticolato viene respirato dall'uomo ed è in grado di determinare gravissime patologie». L'Istituto avvierà ora un approfondimento, il cui esito potrebbe essere fornito al ministero già nei prossimi giorni.

L’indagine del procuratore Pignatone risale a un periodo precedente al caso Volkswagen e riguarda i dispositivi installati da diverse case automobilistiche a partire dal 2008. Pignatone afferma nella lettera, ottenuta dall’agenzia Reuters, che i filtri sono stati prodotti principalmente da Pirelli Eco Technology e da Iveco. Pirelli ha replicato che i suoi filtri sono stati installati solo in veicoli industriali e non sono più in vendita dal 2014. Un portavoce di Iveco ha negato che la società abbia prodotto i dispositivi citati nella lettera.

“I prodotti offerti da Pirelli sono conformi alla normativa come confermato dalle certificazioni e dalle omologazioni ottenute dalle diverse autorità competenti in materia sia in Italia sia all'estero.

I paesi che hanno concesso le omologazioni sono, tra l'altro: Germania, Svizzera, Olanda, Repubblica Ceca, Portogallo, Cina e l'Area urbana di Londra. I test effettuati nel tempo, presso laboratori di paesi diversi e di riconosciuta competenza: JRC Ispra, Università di GRAZ (TUG) Austria, DEKRA (Germania), Tuv nord (Germania), VERT Svizzera, IDIADA (Spagna), hanno sempre dimostrato l'efficacia delle tecniche produttive adottate. Pirelli ha cessato di produrre e vendere (meno di 10 mila pezzi in Italia) i sistemi antiparticolato, che sono stati installati esclusivamente su veicoli industriali (non autovetture) e non in primo equipaggiamento” (retrofit)”.

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