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Conti a rischio, Italia rimandata

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Conti a rischio, Italia rimandata

Bruxelles - Confermando le informazioni della vigilia, la Commissione europea ha dato il beneficio del dubbio alla Legge di Stabilità, rinviando il giudizio di merito in primavera. In una opinione pubblicata ieri, Bruxelles ha però notato che la Finanziaria è «a rischio di non rispetto del Patto di Stabilità» per via di una «deviazione significativa» dal previsto percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio. Nel contempo, ha ricordato che la flessibilità di bilancio non può essere usata per ridurre le tasse.

Il governo Renzi ha presentato per il 2016 una Finanziaria controversa. Prevede una diminuzione del deficit nominale dal 2,6 al 2,3% del prodotto interno lordo, ma nel contempo un aumento del deficit strutturale dall’1,0 all’1,5% del Pil. Pur di sostenere l’economia in un contesto congiunturale ancora molto fragile, l’Italia ha chiesto l’applicazione di tre clausole di flessibilità, citando le riforme strutturali, la spesa per investimenti e le uscite per gestire l’emergenza immigrazione.

La Commissione europea afferma che la Finanziaria italiana contiene «il rischio di significativa deviazione» dal percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio, ma ha scelto di rinviare alla prossima primavera qualsiasi giudizio nel merito (si veda Il Sole 24 Ore dell’11 novembre). «Abbiamo deciso di dare il beneficio del dubbio all’Italia, e di fare per certi versi una analisi ex post», ha affermato al Sole 24 Ore il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

«L’Italia – ha aggiunto - dovrà dimostrare in questi prossimi mesi che vi è in effetti un aumento degli investimenti pubblici rispetto all’anno precedente. Vorremo anche toccare con mano gli ulteriori progressi di modernizzazione dell’economia, come promessi dal governo. Per quanto riguarda la clausola rifugiati, l’analisi verrà fatta come per qualsiasi altro paese sulla base dei costi sostenuti». In parte la scelta è dovuta al fatto che le richieste di flessibilità sono giunte in ritardo rispetto alla normale tempistica europea.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha commentato, notando che «il bilancio 2016 è stato costruito in modo coerente con il Patto di Stabilità e Crescita, rispettando i requisiti fissati dalla Commissione per la richiesta dei margini di flessibilità consentiti». In questo contesto, «la comunicazione sulla flessibilità della Commissione ha lo scopo di incentivare investimenti e riforme strutturali e l’Italia sta cogliendo questa opportunità per realizzare un programma di riforme strutturali senza precedenti».

In una conferenza stampa qui a Bruxelles, Dombrovskis ha ricordato che agli occhi di Bruxelles anziché tagliare le imposte sugli immobili, il governo italiano dovrebbe ridurre le imposte sul lavoro. Soprattutto, ha sottolineato che la flessibilità nella valutazione del bilancio «non può essere usata per compensare il taglio delle tasse sugli immobili». Poco prima l’uomo politico aveva premesso: «Le politiche di tassazione sono di competenza degli Stati. Noi dobbiamo valutare quali conseguenze hanno sui conti pubblici».

Nella sua opinione, Bruxelles esorta l’Italia «a prendere le misure necessarie (…) per assicurare che il bilancio 2016 rispetterà il Patto». A una richiesta di chiarimenti, Dombrovskis ha risposto: «La frase è standard. È da attribuire alla presenza di un rischio di deviazione significativa dell’andamento dei conti pubblici (…) Toccherà all’Italia scegliere se adottare nuove misure di riduzione del disavanzo o invece perseguire l’applicazione delle clausole di flessibilità, lavorando su riforme e investimenti».

In altre parole, l’applicazione piena delle condizioni collegate alla concessione delle clausole di flessibilità permetterà all’Italia di rimettere i conti pubblici in carreggiata, almeno dal punto di vista di Bruxelles. Il tentativo della Commissione europea è doppio. Da un lato vuole tenere l’Italia sulla corda, senza dare benestari preventivi. Dall’altro, è convinta che il momento storico richieda magnanimità, tanto più che ripresa economica e investimenti pubblici in Italia aiutano l’intera zona euro.

Su questo fronte, il commissario agli affari monetario Pierre Moscovici ha detto che le recenti riforme introdotte dall’Italia sono state «importanti e di qualità», ma la stessa Commissione ha fatto notare che a politica inalterata l’Italia rispetterà la prevista riduzione del debito pubblico solo nel 2019. Più in generale, presentando ieri le sue opinioni di bilancio, l’esecutivo comunitario ha fatto notare che ormai i paesi in deficit eccessivo sono cinque; erano sette l’anno scorso.