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Al via il viaggio nell’Italia che innova

SOLE 24 ORE

Al via il viaggio nell’Italia che innova

BOLOGNA - «Da queste parti, in effetti, riusciamo a mettere intelligenza anche nel ferro». Quella di Maurizio Marchesini, presidente di Confindustria Emilia-Romagna, non è certo una boutade. Perché in questa regione, tra meccanica e piastrelle, macchinari e alimentare, farmaceutica e biomedicale, si concentra una delle aree più fertili dell'imprenditoria italiana: aperta al mondo, spesso leader globale, fortemente innovativa. E non a caso è proprio da qui, dall'Opificio Golinelli di Bologna, che inizia il viaggio organizzato da Sole 24Ore e Confindustria, in collaborazione con EY, per scoprire e raccontare il mondo dell'innovazione delle imprese.

«Un viaggio a piedi – spiega il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano – per sfatare un luogo comune terribile e falso: quello secondo cui l'impresa in Italia non realizza ricerca e innovazione».

Tesi del resto difficile da sostenere, osservando i 400 miliardi di euro di export tricolore, con un avanzo superiore ai 100 miliardi di euro, principale indicazione di un successo ampio e spesso crescente nei campi più svariati della manifattura globale. La due giorni di Bologna, in cui interverranno tra l’altro i ministri Padoan, Guidi e Madia, l’ex premier Romano Prodi, il leader di Confindustria Giorgio Squinzi e decine di imprenditori, rappresenta dunque una prima tappa di un percorso itinerante «per documentare – spiega Napoletano – ciò che si muove nel profondo del Paese in termini di innovazione: se saremo capaci di farlo emergere, forse capiremo quali scelte fare per moltiplicare questo valore».

«Obiettivo cruciale in una fase – ricorda il leader dei giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay – in cui c'è tanta voglia di ripartire, in molte zone sta già avvenendo: vedo una generazione di giovani con tanta voglia di rimettersi in gioco, a partire da punti di forza innegabili della nostra manifattura, vincente nel mondo anche per la sua capacità non convenzionale e creativa di affrontare problemi».

«Questo – spiega l’ad di EY Donato Iacovone – è il posto giusto da cui partire, questa è una regione che compete con Germania e Francia. I problemi stanno altrove, perché l’innovazione per essere vincente deve coinvolgere per intero tutte le variabili: le famiglie, la Pubblica amministrazione, la scuola. Sono mondi che vanno portati nel digitale, così come hanno investito nel digitale le imprese di successo, quelle che hanno superato la crisi».

«Il Paese si sta avviando sulla strada giusta – spiega il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini – quello che ora serve alle imprese è stabilità, orizzonti di lungo periodo, in modo da pianificare e programmare. A questo Paese serve fiducia nel futuro, dobbiamo avere l’ossessione per ricreare fiducia, in modo da generare consumi e investimenti adeguati. La sfida è andare oltre questa fase di stimoli temporanei e stabilizzare i primi germogli di crescita».

«Anche perché – conclude Napoletano – la crisi degli emergenti, iniziata prima degli ultimi episodi di terrorismo, pone problemi aggiuntivi, e ignorare questo rallentamento sarebbe una follia. Se vogliamo vincere queste due “guerre”, sul mercato interno e oltreconfine, dobbiamo investire sul capitale più importante che abbiamo: l’innovazione».

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