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Dossier Vislab votata la migliore dell'anno

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    Vislab votata la migliore dell'anno

    «Questa operazione non è una perdita, ma un grosso vantaggio. Noi cresceremo qui a Parma». Era il 7 luglio scorso quando Alberto Broggi, fondatore di VisLab, commentava con queste parole l'acquisto della sua startup da parte degli americani di Ambarella. Un'operazione da 30 milioni di dollari che di fatto rese celebre la piccola azienda parmense e la inserì nell'élite delle tecnologie per auto senza conducente. Ieri, a Milano, Vislab ha fatto ancora parlar di sé diventando “Startup dell'anno”, riconoscimento ricevuto a conclusione dell'evento Startupitalia! Open Summit 2015.

    Un premio importante, anche se Vislab era ormai un'eccellenza nel mondo delle startup già da prima. Nata nel 2009 fra le mura dell'Università di Parma, già un anno dopo l'azienda riuscì nell'impresa di far viaggiare un veicolo automatico per oltre 13mila chilometri (dal capoluogo emiliano fino a Shanghai. Google car non esisteva ancora, anche se le concettualmente quello di Vislab è un approccio diverso alla guida autonoma. Un approccio fatto di intelligenza artificiale e telecamere.

    L'acquisto da parte di Ambarella ha tutti i presupposti per far crescere ulteriormente la startup parmense. E non solo per un fatto economico (che comunque non è affatto secondario, considerati i 30 milioni sborsati dagli americani per acquistare la startup). La società con sede a Santa Clara, nel bel mezzo della Silicon Valley, è ormai una big company quotata su Nasdaq. Produce chip per videocamere, mentre Vislab si occupa di software che consentono alle auto di analizzare le immagini provenienti dalle videocamere e di decidere in tempo reale i movimenti, grazie al deep learning. Sembra un mix giusto, insomma. C'è da aggiungere che lo stesso settore vede protagonisti di un certo livello: da Google ad Apple, fino a Nvidia e Microsoft. Tutti colossi che da ormai qualche anno stanno investendo pesantemente nelle tecnologie per auto a guida autonoma. E forse, anche se fa male dirlo, senza l'intervento di una big americana l'innovazione sviluppata a Parma avrebbe faticato moltissimo. «Adesso – ha detto Broggi - la vera sfida non è solo cercare di innovare in Italia, ma mantenere l'innovazione nel nostro Paese».

    Insieme a Vislab erano arrivate nella top ten altre nove startup, operanti in settori differenti: dal food al fintech alla biomedica.

    Si tratta di Talent Garden, Musement, WiseNeuro, Genenta Science, HelloFood, Soundreef, Satispay, MoneyFarm e DoveConviene.

    (B.Si.)

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