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Ingegneria e Informatica le lauree più gettonate, solo un istituto…

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Ingegneria e Informatica le lauree più gettonate, solo un istituto tecnico su 5 ha rapporti con aziende e Pa

I più gettonati dalle aziende Ict sono i laureati in Informatica e Ingegneria - anche se resta un «mismatch» tra domanda e offerta di competenza - e i profili come il Security specialist, l'Enterprise architect e il Business analyst, nel 70% dei casi selezionati sui network professionali. Sul fronte del dialogo scuola-mondo del lavoro, il rapporto più stretto è quello tra imprese e atenei , mentre sono più scarsi i contatti con gli istituti tecnici. Sono i principali risultati dell'Osservatorio 2015 sulle competenze digitali presentato oggi a Roma, uno studio condotto dalle associazioni di imprese Ict Aica, Assinform, Assintel e Assinter Italia, promosso dall'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e realizzato da NetConsultingCube.

I numeri
Secondo l'analisi, che ha coinvolto imprese della domande e dell'offerta di Ict e Pubbliche amministrazioni, è ancora «caccia aperta» alle competenze digitali, che sono diffuse in modo poco omogeneo (livello di copertura al 37% per la Pa locale e al 73% per le aziende) e allo stesso modo la formazione digitale interna è ancora scarsa, con una media di 6,2 giornate l'anno nelle imprese Ict, 4 nella PA e solo 3 nelle aziende utenti. E' il training on the job, quindi, il principale canale di apprendimento nel 90% delle Pa centrali, nel 75% di quelle locali, nell'80% delle aziende utenti e nell'87% di quelle Ict.

Scuola-lavoro
Lo studio scopre che c'è ancora molto da fare sul fronte scuola lavoro. Se da un lato, infatti, il 60% delle aziende Ict e delle Pa ha rapporti continuativi con le università - per esempio, con stage o attività a supporto di tesi di laurea sperimentali - nel caso degli istituti tecnici e della scuola secondaria in generale i contatti coinvolgono solamente il 22--23% di imprese e enti.«Questo dialogo va rafforzato, perchè la scuola rappresenta il ponte di raccordo tra la cultura dell'innovazione e del cambiamento e le attività lavorative» ha detto il presidente di Aica, Bruno Lamborghini, spiegando che «l'obiettivo deve essere il potenziamento di un linguaggio comune sulle competenze digitali come l'Ecf (European competence framework, ndr), uno standard che permette di definire profili professionali e livelli delle competenze e che aiuta scuole e imprese a comunicare meglio».
E accanto a un maggiore dialogo istruzione-lavoro, l'osservatorio chiede una nuova normativa per gli Ifts, una piattaforma nazionale dei contenuti didattici digitali, innovativi percorsi di formazione accademici e attività di tutoraggio extra curricolari.

Laure e e professioni più gettonate
Per quasi l'80% delle aziende hi-tech le lauree più accreditate sono Informatica/Scienza dell'Informazione, unitamente ad altri indirizzi di Ingegneria, ma - anche su questo fronte - è necessario un sistema di certificazione delle competenze tecniche che renda più facile il «dialogo» tra mercato e università. Tra i profili professionali c'è molta richiesta anche per i security manager, l'ict consultant e il business analyst, oltre che per digital media specialist e business information manager. I canali di reclutamento prevalenti - oltre ai network professionali - sono le società di selezione (utilizzate da più del 50% delle aziende utenti), mentre le Pa prediligono il concorso pubblico (100% della Pa Centrale e oltre l'80% della locale). Non brillano, però, le retribuzioni che - secondo l'osservatorio - sono più basse rispetto alla media generale, soprattutto per i livelli decisionali (dirigenti -1,2%, quadri -2,9%), mentre se la cavano meglio gli impiegati (+3,6%).

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