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Canone Rai ancorato alla residenza

LEGGE DI STABILITÀ

Canone Rai ancorato alla residenza

Sarà la residenza in un immobile il criterio guida per stabilire chi dovrà avere il canone Rai addebitato nella bolletta elettrica e chi no. Per un utente che attiva una fornitura di energia a novembre o dicembre, poi, il pagamento del canone scatterà da gennaio. Sono questi alcuni chiarimenti che arrivano dal ministero dello Sviluppo economico, dove si sta lavorando alla scrittura del decreto attuativo delle nuove regole sul canone Rai, che sarà addebitato nelle bollette a partire da luglio (legge 208/2015, articolo 1, commi 153 e seguenti).

Il provvedimento, in realtà, era atteso per oggi, 15 febbraio: così disponeva la legge di Stabilità, che dava al Governo 45 giorni di tempo - a partire dal 1° gennaio - per sciogliere i nodi operativi del nuovo sistema. E gli interrogativi in campo sono tanti, le imprese del settore elettrico stanno ricevendo richieste di chiarimenti ai propri call center.

Il tavolo tra i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, le associazioni di rappresentanza delle aziende elettriche, però, è ancora aperto. Alcune precisazioni sono arrivate dal viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, che giovedì scorso ha spiegato, in un question time alla Camera, che la dichiarazione del possesso della tv non farà scattare i controlli negli anni precedenti (si veda «Il Sole 24 Ore» del 12 febbraio).

Il Mise, intanto, ribadisce che il canone Rai sarà addebitato solo ed esclusivamente sulle utenze residenziali, quindi solo sulle “prime case”. L’informazione è già a disposizione delle compagnie elettriche e già indicata nella bolletta. Un problema potrebbe porsi per gli intestatari di contratti di fornitura con tariffa «D3» (per abitazioni di residenza con impegno di potenza superiore a 3 kW e per quelle non di residenza), se l’utente non ha dichiarato la residenza: l’agenzia delle Entrate ha già identificato chi si trova in questa situazione e trasmetterà gli identificativi all’Acquirente unico, che li comunicherà poi alle compagnie elettriche. In base allo stesso principio, però, due coniugi residenti in due abitazioni diverse, con una utenza elettrica di tipo “residenziale” nelle due case, pagheranno due volte il canone Rai.

Il contribuente con più di una utenza elettrica intestata a sè dovrebbe invece pagare solo per l’abitazione nella quale è residente. L’inquilino che è residente in un immobile ma che non ha un’utenza elettrica intestata a sé dovrà pagare il canone, con modalità che saranno stabilite dal decreto Mise-Mef. Il proprietario dell’immobile, in ogni caso, dovrà pagare solo per la casa nella quale ha la residenza.

La prima sfida alla quale far fronte, dunque, per evitare duplicazioni nell’addebito del canone, sarà proprio lo scambio di informazioni tra imprese elettriche, Comuni e agenzia delle Entrate, per avere gli elenchi corretti di coloro che devono ricevere l’addebito del canone in bolletta e di coloro che invece non dovranno averlo, perché esenti (anziani over 75 con un reddito proprio e del coniuge entro 6.713,98 euro all’anno) o perché titolari di un’utenza elettrica per la seconda casa, o perché non hanno la tv nel 2016 e lo hanno comunicato alle Entrate. Proprio l’agenzia delle Entrate deve predisporre il modello per questa comunicazione, che dovrebbe avvenire al più tardi entro maggio, per consentire alle compagnie elettriche la fatturazione da luglio.

Il decreto attuativo dovrà poi fare il punto sulle modalità di fatturazione, anche per chi cambia fornitore in corso d’anno o per chi attiva una fornitura a novembre o dicembre (l’addebito delle dieci rate avviene infatti da gennaio a ottobre, a parte l’eccezione di questo primo anno, nel quale la fatturazione parte da luglio). Dallo Sviluppo economico fanno sapere che, per agevolare compagnie e utenti, in quest’ultimo caso l’addebito potrà partire direttamente da gennaio dell’anno successivo.

Da definire anche cosa accadrà in caso di morosità sul canone (si applicheranno gli interessi?) e quando scatteranno le sanzioni alle imprese elettriche in caso di violazione degli obblighi di comunicazione e versamento dei canoni.

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