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Scuola, scatta l'ora del merito

MERITO E ISTRUZIONE

Scuola, scatta l'ora del merito

Roma - Nella scuola italiana scatta l'ora del merito. Anche formalmente dopo che il Miur ha emanato ieri il decreto con i criteri per la ripartizione dei 200 milioni previsti dalla legge di Stabilità per la valutazione dei prof. Un provvedimento che, da un lato, sblocca una situazione che rischiava di incagliarsi e, dall'altro, rappresenta un messaggio ben chiaro ai sindacati: trattandosi di uno stanziamento straordinario previsto da una norma speciale la sua gestione non rientra tra le prerogative affidate alla contrattazione. Di diverso avviso le sigle sindacali che ieri hanno abbandonato il tavolo con il ministero e preannunciato l'intenzione di fare ricorso.

Una posizione di chiusura che era già emersa nelle scorse settimane all'interno dei singoli istituti, con operazioni di meline e “boicottaggi” da parte dei prof più sindacalizzati. Come raccontato sul Sole 24 Ore del 21 febbraio, in assenza di un intervento diretto del Miur, c'aveva provato l'Usr Veneto a superare l'impasse, con una circolare che tentava di far decollare, comunque, i comitati di valutazione (anche in assenza di tutti i membri effettivi). Ma le sigle sindacali hanno subito protestato, e l'Usr Veneto è stato costretto a ritirare la nota.

Il decreto ministeriale emanato ieri rappresenta una prima risposta a tutto questo bailamme. Non tanto per i suoi contenuti, visto che il provvedimento si limita a stabilire la platea dei destinatari (i docenti di ruolo su posti comuni, di sostegno o di religione) e i criteri di ripartizione (l'80% in proporzione al numero dei prof e il restante 20% sulla base di indicatori come la percentuale di alunni disabili o stranieri e il numero di studenti per classe o di sedi in aree montane o isole), quanto per il segnale politico che manda. Come confermato dalla ministra Stefania Giannini che ha parlato di un «cambiamento culturale importante» grazie a uno strumento che dà «un riconoscimento aggiuntivo a quei docenti che, secondo il giudizio della loro comunità scolastica, meritano di essere particolarmente valorizzati».

In media ogni scuola riceverà circa 23mila euro. Con i quali si conta di premiare il 10% del corpo docente dei singoli istituti. Il Dm dovrà ora andare alla Corte dei conti per la registrazione. A quel punto il ministero lo invierà agli istituti scolastici insieme alla tabella con la divisione dei fondi per regione e la circolare di accompagnamento.

Quest'ultimo documento sarà forse ancora più importante del decreto stesso. In quella sede dovrebbero infatti essere precisati tre concetti fondamentali. Il primo è che, trattandosi di un compenso accessorio previsto da una legge speciale, non rientra tra le materie della contrattazione integrativa. Il secondo è come comportarsi in caso di “collegi imperfetti”. In molte scuole non sono stati ancora eletti i cinque membri dei comitati di valutazione che devono fissare i criteri in base ai quali scegliere i prof meritevoli.

Ebbene l'indicazione del Miur sarà quella di procedere anche se non sono stati individuati tutti i componenti. L'indicazione degli insegnanti da premiare spetterà ai presidi che dovranno però tenere conto della terza indicazione di “peso” in arrivo da viale Trastevere: non potranno distribuirli a pioggia né concentrare il benefit solo su uno o due docenti. Viceversa rischieranno di essere a loro volta valutati negativamente e perdere così la retribuzione di risultato.

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