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Pensioni, il sindacato boccia la proposta Boeri sull’anticipo:…

la stima uil su tre anni

Pensioni, il sindacato boccia la proposta Boeri sull’anticipo: «Si perdono 4mila euro l’anno»

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri (Fotogramma)
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri (Fotogramma)

La Uil ribadisce il suo no alla proposta di anticipo per la pensione avanzata dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, secondo la quale ogni anno di uscita anticipata dovrebbe costare il 3% dell'assegno (per un massimo di tre anni, con riduzioni che sarebbero al massimo del 9%, se si va in pensione 3 anni prima). Con questo sistema - spiega la Uil - si perderebbero 1.755 euro l'anno nel caso di una pensione mensile lorda di 1.500 euro (livello minimo per chiedere l'anticipo secondo Boeri) e quasi 4.100 euro l'anno sempre nel caso di anticipo di tre anni per una pensione lorda da 3.500 euro mensili. In pratica - spiega il sindacato in una nota - si perderebbe oltre una mensilità l'anno.

Uil: con anticipo 3 anni persi almeno 1.755 euro l'anno
«La penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo - dice la Uil - avrebbe un costo troppo alto per i lavoratori. Un taglio lineare, inoltre, graverebbe maggiormente sulle spalle di chi percepirà trattamenti più bassi: chiedere un sacrificio di 135 euro al mese a chi ne percepisce 1500 lordi comporterebbe una notevole perdita». Ecco perché la Uil è «contraria a una flessibilità costruita sulle spalle dei lavoratori, già fortemente penalizzati da tutti gli interventi sulla previdenza».

Cgil, Cisl e Uil, che si mobiliteranno il 2 aprile con manifestazioni in tutte le regioni italiane a sostegno della loro piattaforma sulla previdenza, sono a favore della flessibilità in uscita. Ma nel merito la proposta del presidente dell'Inps, Tito Boeri di una penalizzazione del 3% per chi sceglie la pensione anticipata non piace neppure alla Cgil. La segretaria generale Susanna Camusso la ha definita nei giorni scorsi «non un buon inizio». Per Camusso «bisogna cambiare la legge Fornero su più aspetti a partire dal tema di quale prospettiva previdenziale avranno i giovani e poi bisogna ridiscutere del tema dell'anzianità». Cauta apertura della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, per la quale Boeri «quando dice che bisogna mettere mano alla riforma pensionistica dice una cosa assolutamente giusta». Ma «l'onere della proposta spetta al Governo. È il Governo che si deve assumere questa responsabilità».

Mercoledì audizioni Baretta e ministero lavoro su pensioni
Intanto mercoledì 23 marzo, il sottosegretario per l'economia e le finanze, Pier Paolo Baretta e rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali saranno ascoltati in Commissione Lavoro in merito all'indagine conoscitiva sull'impatto in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne.

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