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Il rugby azzurro volta pagina: Conor O' Shea è il nuovo ct

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Il rugby azzurro volta pagina: Conor O' Shea è il nuovo ct

Conor O' Shea
Conor O' Shea

Un annuncio atteso, che non sconvolge le previsioni: finita l'epoca di Jacques Brunel, il nuovo ct dell'Italia del rugby sarà l'irlandese Conor O' Shea, cui è stata assegnata anche la carica di responsabile della Nazionale Emergenti.

Classe 1970, già nazionale del Trifoglio nel ruolo di estremo, O' Shea ha svolto finora tutta la sua carriera da tecnico in Inghilterra: per cinque anni ai London Irish, la squadra dove aveva terminato la carriera da giocatore, e successivamente come direttore prima delle Accademie regionali della federazione e poi dell'Istituto inglese per lo sport. Dal 2010 è director of rugby degli Harlequins, altra squadra londinese, che ha portato alla vittoria nella Challenge Cup (l'equivalente rugbystico dell'Europa League) e nell'Aviva Premiership, massimo campionato inglese, rispettivamente nel 2011 e nel 2012. E proprio un incontro tra le due squadre per lui più importanti è in programma sabato 9 aprile, quando gli Harlequins ospiteranno i London Irish nei quarti di finale di Challenge.

L'arrivo di O' Shea corrisponde a una notevole ristrutturazione del vertice tecnico, non solo azzurro ma anche federale. Se Giampiero De Carli e Giovanni Sanguin mantengono i loro ruoli, di responsabile degli avanti e addetto alla preparazione fisica, i nomi nuovi sono quelli di Mike Catt e Stephen Aboud.

Il primo, trequarti inglese di grande livello internazionale, con la Coppa del Mondo 2003 tra i tanti trofei all'attivo, dirigerà gli aspetti del gioco d'attacco, dedicandosi particolarmente ai trequarti e alla preparazione dei calciatori. Fino ai Mondiali 2015 è stato nello staff del ct inglese Stuart Lancaster.

Aboud, al momento direttore tecnico della federazione irlandese, avrà un ruolo fondamentale nell'organizzazione dell'intero movimento: sarà, infatti, il responsabile della formazione dei giocatori di alto livello giovanile, fino all'Under 20, ma anche responsabile. delle Accademie e della formazione degli allenatori. E' facile capire la delicatezza di queste mansioni, visto oltretutto il gap che si evidenzia praticamente a ogni Sei Nazioni Under 20. Ovvio che Aboud potrà muoversi in maniera adeguata - ed essere realmente giudicato sui risultati - solo se avrà realmente poteri molto ampi.

Chiuso il ciclo Brunel (e chiuso, a questo punto, anche il dossier Sei Nazioni del sito del Sole), si può pensare ai prossimi impegni azzurri. Appuntamento a giugno, per il tour della Nazionale maggiore in Argentina, Stati Uniti e Canada, mentre gli Under 20 disputeranno la Coppa del Mondo in Inghilterra.

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