Italia

Sulla rete offshore si attivano le Procure

panama papers

Sulla rete offshore si attivano le Procure

A Torino lo studio legale Mossack Fonseca lo conoscevano da tempo. Alle porte della law firm panamense al centro dello scandalo dei Panama Papers ci era arrivato perfino Ahmid Raza Danaie, un medico di origine iraniana, anestesista alle Molinette, condannato in primo grado a 5 anni e 9 mesi di reclusione per essersi finto invalido e aver incassato dall'Inps un lauto risarcimento. Per nascondere parte di quei soldi, Danaie si era rivolto proprio alla Mossack Fonseca. Partendo da questa piccola storia, e dopo la pubblicazione dei primi file dei Panama Papers, i magistrati della procura di Torino hanno deciso ieri di aprire un'inchiesta sulla società panamense per appurare se i suoi clienti italiani abbiano portato all'estero soldi illegalmente. L'ipotesi di reato, sui quali i pm coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Perduca, indagano è quella di riciclaggio.

«In relazione alle notizie apparse sugli organi di stampa - hanno spiegato ieri gli uomini della Guardia di Finanza di Torino - il Nucleo di polizia tributaria è stato delegato dalla Procura della Repubblica ad acquisire dati e informazioni in ordine ai contenuti della lista ed avviare le procedure necessarie per l'acquisizione della medesima». Le investigazioni si inseriscono «nell'ambito di indagini di polizia giudiziaria già avviate nel corso del 2015 per il reato di riciclaggio, per il quale sono in corso di approfondimento, da parte del Nucleo di polizia tributaria di Torino, le posizioni relative a numerose società panamensi riconducibili allo stesso studio legale Mossack Fonseca».

La procura di Torino è la stessa che sta conducendo le indagini per riciclaggio su 12 consulenti finanziari della Hsbc scaturite dalle rivelazioni di Hervé Falciani. Nei documenti sottratti dall'ex ingegnere informatico della banca di Ginevra, il nome della Mossack Fonseca torna più volte. I gestori della Hsbc Private Bank, infatti, aiutavano i clienti a creare società fittizie a Panama con l'unico scopo di evitare il pagamento dell'euroritenuta, l'imposta istitutita nel 2005 che colpiva solo le persone fisiche. Bastava allora intestare il conto a una società panamense per risolvere il problema. E a Panama il punto di riferimento della Hsbc era la Mossack Fonseca, uno dei più grandi studi legali del paese. Le indagini sui Panama Papers e quelle sulla Lista Falciani corrono sugli stessi binari e potrebbero presto intrecciarsi. E dopo la decisione dell'agenzia delle Entrate di accendere un riflettore sui clienti italiani della Mossack Fonseca, altre inchieste potrebbero aprirsi. La procura di Milano, ad esempio, è interessata ai documenti su Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, accusato di bancarotta insieme a Marcello Dell’Utri. Nicosia era cliente della Mossack Fonseca.

Il presidente dell'Adusbef,Ennio Lannutti, e il presidente dell'Associazione piccoli azionisti Ubi-Banca, Giorgio Jannone, hanno intanto presentato un esposto alle procure di Roma, Milano e Bergamo alla luce delle prime rivelazioni che chiamano in causa Ubi Banca. Secondo il settimanale L'Espresso, unico giornale italiano ad aderire al Consorzio internazionale giornalisti investigativi che ha rivelato l'esistenza dei Panama Papers, nei documenti compaiono i nomi di 40 società offshore registrate a Panama e alle isole Seychelles che appaiono legate a Ubi. Circostanza però smentita dalla banca bergamasca che ha affermato di non avere società controllate in quelle località. «Lo studio legale Mossack Fonseca - ha ribadito l'istituto - non risulta essere un consulente dell'ufficio fiscale della capogruppo». L'Adusbef e l'Associazione piccoli azionisti Ubi-Banca chiedono anche alla procura di Roma di acquisire gli elenchi degli italiani clienti della Mossack Fonseca per indagare su eventuali reati.

© Riproduzione riservata