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Sicurezza, arriva il Daspo cittadino

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Sicurezza, arriva il Daspo cittadino

Un «Daspo cittadino» per allontanare chiunque commetta reati contro la sicurezza nelle città. Una serie di regole più severe sul degrado urbano, la vivibilità dei centri, il decoro nelle strade. Con una stretta, in particolare, contro gli ambulanti che vendono prodotti contraffatti. Sono soprattutto immigrati.

Matteo Renzi, in un’intervista ieri al Resto del Carlino, ha detto che «a maggio il governo interverrà con una legge sulla sicurezza nelle città». A scanso di equivoci, ha precisato: non si tratta «certo di militarizzare» i centri abitati.

L’annuncio del presidente del Consiglio riguarda un testo ben noto agli addetti ai lavori, elaborato a lungo dai tecnici del ministero dell’Interno di concerto con il dicastero della Giustizia. Il disegno di legge cosiddetto sulla «sicurezza urbana» è stato trasmesso da tempo al Dagl, il dipartimento Affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi guidato da Antonella Manzione. Renzi, ora, dà il segnale di via libera. Non è escluso che l’impianto originale sia aggiornato. Certo è che il testo, una volta approvato da Palazzo Chigi, va a toccare in teoria la vita quotidiana di ogni città medio-grande.

Il valore politico del provvedimento è testimoniato, per esempio, da una riunione svoltasi il 5 marzo 2015 al Viminale tra tutti i vertici del ministero, compreso il ministro Angelino Alfano, con il numero uno dell’Associazione nazionale comuni d’Italia, Piero Fassino. I contenuti (www.interno.it) li indicò proprio il ministro dopo l’incontro con l’Anci: «La priorità è fare, delle nostre città, città più sicure» ma anche «garantire ai cittadini la percezione della sicurezza». Davanti a fenomeni come «i writer, i parcheggiatori abusivi, contraffazione e abusivismo commerciale, racket dell’accattonaggio» Alfano disse che «si intende individuare altre fattispecie di reato». Previsti anche più poteri ai sindaci attraverso le loro ordinanze.

La bozza del disegno di legge - sempre che non si trasformi in un decreto legge: ipotesi complessa, però - è stata definita dai tecnici di Alfano e contiene una formulazione suggestiva: il «Daspo cittadino». Il divieto cioè di soggiorno nei luoghi dove il soggetto ha ricevuto le contestazioni di violazione delle norme. Nel mirino del provvedimento ci sono, per esempio, gli ambulanti - soprattutto immigrati - che vendono merce contraffatta. Ma anche negozianti di “croste” e quadri da quattro soldi in luoghi di particolare valore artistico. In analogia con il «Daspo» calcistico - il divieto di accedere alle manifestazioni sportive disposto dal questore contro chi ha commesso violenze e altri illeciti prima, durante e dopo le partite - il «Daspo cittadino» dovrebbe costituire un deterrente più generale: nel caso della vendita di merce contraffatta, per esempio, violare la disposizione del questore tornando nelle zone di quel commercio illegale trasforma una violazione amministrativa in un reato.

Nelle bozze, poi, erano state ipotizzate una serie di aggravanti su furti e rapine. E norme più severe se le violenze e i danneggiamenti sono commessi durante una manifestazione pubblica. Per controbilanciare questa indicazione era stato inserito il codice identificativo per gli agenti in attività di ordine pubblico. Tema molto delicato per il dipartimento di Ps, guidato da Alessandro Pansa, e tutto il sistema delle forze dell’ordine. A maggio si vedrà se anche queste disposizioni entreranno nel testo finale.

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