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Il Consiglio approva la squadra di Boccia

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Il Consiglio approva la squadra di Boccia

  • –Nicoletta Picchio

ROMA

Il Consiglio generale di Confindustria ha approvato la squadra di presidenza per il quadriennio 2016-2020, su proposta del numero uno designato, Vincenzo Boccia. Ed ha anche approvato la scelta dei 16 membri dell’Advisory board, l’organismo di indirizzo strategico introdotto dalla riforma Pesenti.

I vice presidenti elettivi sono sei, come stabilito dalla nuova governance della Pesenti: si tratta di Giovanni Brugnoli, con delega al Capitale umano; Lisa Ferrarini, con delega all’Europa; Antonella Mansi, con delega all’Organizzazione; Licia Mattioli, con delega all’internazionalizzazione; Giulio Pedrollo, con delega alla Politica Industriale e Maurizio Stirpe, con delega a Lavoro e Relazioni Industriali.

A questi componenti si aggiungono i tre vice presidenti di diritto: e quindi il presidente della Piccola, Alberto Baban, quello dei Giovani, Marco Gay e il presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali, Stefan Pan (presidente di Assoimprenditori Alto Adige, che resta in carica fino alla scadenza del mandato regionale).

Il Consiglio generale di ieri è stato il penultimo passaggio dell’iter che si è avviato a gennaio e che porterà, a maggio, alla nomina del successore di Giorgio Squinzi. Il 25 maggio sarà l’assemblea privata ad eleggere definitivamente il numero uno della confederazione. E il giorno dopo il nuovo presidente di Confindustria terrà il suo primo discorso all’assemblea pubblica, davanti ai delegati e alle istituzioni.

Nella squadra di Boccia, che ha sfiorato il 70% dei consensi (con 107 voti favorevoli su 157 presenti rispetto ai 198 aventi titolo a votare) le donne sono tre e si tratta di riconferme: la Ferrarini ha mantenuto l’Europa, la Mansi l’Organizzazione, la Mattioli l’Internazionalizzazione (con Squinzi un Comitato tecnico, con Boccia una vice presidenza). Complessivamente l’età media si è abbassata, attestandosi sui 43 anni. Un elemento sottolineato dalla Mattioli, insieme alla presenza femminile: «il segno del rinnovamento viene anche dal fatto che è una squadra giovane, un cambiamento importante. Confindustria come il governo si è ringiovanita».

Il presidente designato ha deciso di mantenere per sé la responsabilità su alcuni grandi capitoli strategici, come il credito e la finanza per la crescita, l’energia e le reti d’impresa. Per questo, farà capo direttamente alla presidenza la delega al Centro studi che, come si legge nella nota diffusa da Confindustria, rappresenta uno snodo funzionale all’attività di coordinamento per la politica economica, intesa come politica fiscale e finanziaria da un lato e politica delle riforme e semplificazione, dall’altro.

Contestualmente al voto della squadra il Consiglio generale di ieri, per espressa richiesta del presidente designato, ha approvato anche l’Advisory board, dal quale ci si attendono contributi sui temi prioritari dell’agenda economica. Ne fanno parte: Francesco Caio, Francesco Gaetano Caltagirone, Gianfranco Carbonato, Elio Catania, Claudio De Albertis, Carlo De Benedetti, Claudio Descalzi, Vittorio Di Paola, Luca Garavoglia, Edoardo Garrone, Claudio Gemme, Mauro Moretti, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Recchi, Roberto Snaidero e Francesco Starace.

Boccia, intervenendo ieri al Consiglio, ha presentato la squadra e sintetizzato i punti principali del suo programma che era stato formalizzato nel Consiglio generale del 17 marzo (il voto di designazione è avvenuto il 31 del mese scorso). “Confindustria per l’Italia” è il titolo e il documento si concentra sul rilancio della vocazione industriale del paese e sulle leve di competitività da attivare per raggiungere questo obiettivo, dalle relazioni industriali al credito e finanza, alle reti di impresa, la riforma dello Stato, fisco ed energia, capitale umano. Ed ancora internazionalizzazione, politiche per i “nostri Sud” improntate alla coesione, le infrastrutture materiali e immateriali, Industria 4.0.

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