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Bis di Kittel, il gigante biondo che fa impazzire il mondo

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Bis di Kittel, il gigante biondo che fa impazzire il mondo

Marcel Kittel (LaPresse)
Marcel Kittel (LaPresse)

Bene. Bravo. Bis. Perfino un po' noioso. Il tedesco Marcel Kittel, 27 anni, il gigante biondo che fa impazzire il mondo, e fulmina il cuore delle sue fan, si ripete anche ad Amhem, ultima tappa del trittico olandese del Giro d'Italia. Marcel non solo vince la volata: grazie all'abbuono di 10 secondi il gigantone della Turingia conquista anche la maglia rosa strappandola all'olandese Tom Dumoulin, idolo di casa e leader nelle prime due tappe.

Niente da fare. Troppo forte. Troppo potente. Troppo tutto, insomma. Allo stato dell'arte Kittel, in volata, non ha rivali. E i nostri due ragazzi, Elia Viviani e Giacomo Nizzolo, piazzati nell'ordine subito dopo il locomotore tedesco, hanno buoni motivi per essere soddisfatti.

Primi dopo Kittel, in questo antipasto olandese di Giro, è come vincere. Almeno nella corsa dei “normali”. Certo, come soddisfazione è modesta, ma chissà che tornando in Italia le cose non cambino.
Il re delle volate, al suo quarto successo alla corsa rosa, di solito infatti domina all'estero. In Italia non abbiamo mai avuto il piacere. Due anni fa, alla sua prima partecipazione al Giro, aveva fatto faville prendendosi le prime due tappe in Irlanda. E poi, adducendo un sospetto malanno, se l'era svignata proprio nel giorno del trasferimento in Italia.

“Non scappo, non scappo, sono felice di ripartire dalla Calabria” dice Kittel con l'occhio malandrino mentre le due miss gli stampano dei super baci a ventosa. Che il ragazzone non sia in salute, in effetti, è ben difficile da pensare. Poi questa volta indossa pure la maglia rosa. Quindi martedì, quando il Giro riprende dalla Calabria con la quarta tappa Catanzaro-Praia a Mare, di sicuro Kittel ci sarà . E se avesse dei ripensamenti ci penseranno i boss della sua squadra, la Etixx Quick Step, a farglieli passare in fretta.

Kittel è stato anche generoso verso i suoi compagni che lo hanno pilotato verso il suo secondo successo. In particolare verso Sabatini , ultimo ultimo razzo per far decollare la navicella tedesca.
“Hanno lavorato benissimo. Senza di loro non arriverebbero le vittorie”. Kittel è contento anche per aver preceduto l'altro tedesco, Greipel, piazzatosi quarto. Greipel, soprannominato Gorilla per la sua forza esplosiva, deve però far buon viso a cattiva sorte. Anche il derby tedesco quindi va al biondo Marcel.
Il primo week end del Giro è già alle spalle. Un magnifico week end, grazie soprattutto a un sole da Sardegna e a un entusiasmo, quello degli olandesi, davvero fuori dal comune. Quando si parla di bicicletta, i tulipani sono così: vanno in estasi. Peccato per le cadute causate soprattutto dal vento e dagli improvvisi restringimenti della strada. Purtroppo, a pagarne le spese, è il francese Jean-Cristophe Peraud, secondo nel Tour dominato da Nibali. Il francese della Ag2r, a causa di un compagno, a circa 100 km dal traguardo, finisce all'ospedale con il viso insanguinato e una spalla lussata.
Ora il Giro ritorna ai suoi assetti normali. E già nella tappa di martedi ci sarà da stare in campana: la tappa è lunga, facile agli agguati, con due Gran Premi della
Montagna.
Nibali, finora concentratissimo, sa che spesso le insidie si nascondono dietro le tappe meno significative. Lo sa anche Valverde, suo avversario più accreditato per la maglia rosa. Chi è già un po' in salita è il basco Landa, in ritardo di una ventina di secondi sui rivali. Ha pagato la crono iniziale. Non è uno specialista. E questo peserà anche più avanti.

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