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Anomalie, il Fisco punta sugli alert in tempo reale

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Anomalie, il Fisco punta sugli alert in tempo reale

Comunicazioni di anomalie in tempo reale (o quasi). Controlli fiscali più rapidi e semplificazione del sistema fiscale. Non solo. Risposta unitaria dell’amministrazione finanziaria all’evasione, alla corruzione e al riciclaggio. Sono le direttrici su cui si muovono i controlli dopo la riforma fiscale, come emerso nel convegno organizzato ieri a Roma dalla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Il nuovo corso della lotta all’evasione passa per il rafforzamento della compliance. Come ha sottolineato Emiliana Bandettini, direttrice centrale aggiunta Accertamento dell’Agenzia, «occorre fare un passo in più». Se nel 2015 sono state inviate 270mila comunicazioni riferite a periodi d’imposta passati, «quest’anno si punta a un raddoppio». L’obiettivo è di «spingere sull’adempimento già in fase di dichiarazione».

L’evasione o l’elusione non sono mai troppo distanti dalla complicazione delle regole. Per il viceministro all’Economia, Luigi Casero, «il nostro sistema fiscale è complicatissimo, soprattutto non offre certezze e questo contribuisce a far registrare in Italia l’evasione più alta rispetto ad altri Paesi europei». Non solo. «Fare norme certe e semplici – aggiunge Casero – fa sì che chi non paga le tasse non stia più nella zona grigia dell’evasione o dell’elusione ma piuttosto in quella nera».

La complicazione delle norme tributario è datata nel tempo. Per Rossella Orlandi, numero uno delle Entrate, «ci sono norme retaggio del passato che devono essere profondamente trasformate» in modo «da rendere il fisco più semplice e diretto ma anche i controlli più efficaci». La Orlandi ha ricordato anche che «il sommerso non è un’occasione di crescita» ma «un freno alla crescita, rendendo difficile lo sviluppo delle aziende, provocando un danno all’Erario, assorbendo risorse meglio utilizzabili».

Per il Comandante generale, Saverio Capolupo, l’attività delle Fiamme Gialle è tutta incentrata sull’esigenza di assicurare una «maggiore certezza e trasparenza ai rapporti tra amministrazione e cittadini, in una logica sistemica di prevenzione degli illeciti fiscali», con un modello « di tax compliance più moderno, in un contesto in cui si inseriscono nuovi o più evoluti strumenti di dialogo e composizione dei conflitti».

Ma la lotta all’evasione più grave, così come quella a corruzione e riciclaggio, hanno bisogno di un intervento unitario. In questo senso il capo del terzo reparto operazioni della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti, ha sottolineato l’importanza della «cabina di regia che ha consentito la realizzazione di specifici piani di intervento». Nel mirino soprattutto l’acquisizione di beni senza pagare l’Iva, ricorrendo a false dichiarazioni d’intento, a frodi carosello e indebito utilizzo di depositi Iva.

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