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Mattarella: «Investimenti in cultura per la crescita del…

la visita a pompei

Mattarella: «Investimenti in cultura per la crescita del Paese». Franceschini: «C’è stato riscatto»

«Ogni investimento per la cultura è speso anche ai fini della crescita del nostro Paese». Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Pompei, in occasione dell'inaugurazione della mostra di Igor Mitoraj, l’artista polacco, scomparso nel 2014, che aveva scelto l’Italia come seconda patria. « Il nostro Paese - ha detto ancora Mattarella - ha il patrimonio artistico e culturale più grande del mondo. C'è esigenza non solo di conservarlo ma anche di valorizzarlo ed è un nostro dovere farlo, sia nei confronti della nostra storia che del nostro futuro». Il sito, «come tutto ciò che viene prodotto dalla cultura - ha detto ancora Mattarella - ha una grande ricaduta per l'intera società anche di carattere economico. Gli investimenti che si fanno nella cultura non sono solo un dovere di qualità della vita sociale ma provocano ricaduta di crescita economica».

“Il nostro Paese ha il patrimonio artistico e culturale più grande del mondo. C'è esigenza non solo di conservarlo ma anche di valorizzarlo ”

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica 

Franceschini: «C’è stato riscatto»
«Oggi è una giornata molto importante - ha commentato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini - perché conferma la rinascita di Pompei che è stato per alcuni anni nel mondo, nel linguaggio dei media nazionali e internazioni, sinonimo di negatività. Sembrava impossibile una stagione di riscatto ma il riscatto di Pompei c'è stato». Ha sottolineato che «le sculture di Mitoraj stanno splendidamente in questo luogo» e ha ricordato che «il sogno di Mitoraj era quello di esporre a Pompei ma purtroppo lui se n'è andato. Questa mostra unisce l'antico all'arte contemporanea». Gli imponenti personaggi scultorei sono accanto alle più famose architetture dell'antica Pompei: Dedalo e il Tempio di Venere, il Centauro e il Foro, il Centurione e le Terme Stabiane, Ikaro alato e il Foro triangolare. «Dei ed eroi mitologici popolano le strade e le piazze della città sepolta dal Vesuvio, emergendo come sogni dalle rovine», ha sottolineato Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza Pompei.

I giganti dell’artista polacco fra gli scavi di Pompei
Il grande evento espositivo è stato ideato e promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo con il patrocinio del ministero dei Beni Culturali, e organizzato dalla Soprintendenza Pompei, dalla Galleria d'arte Contini e dall'Atelier Mitoraj di Pietrasanta. Le maestose sculture in bronzo sono state collocate in diversi settori degli scavi, dal Tempio di Venere alla Basilica e al Foro, da via dell'Abbondanza alle Terme Stabiane, dal Foro Triangolare fino al Quadriportico dei Teatri. Una iniziativa che vuole puntare l’attenzione sul rilancio del sito archeologico, una punta di diamante del patrimonio artistico italiano. L'allestimento della straordinaria mostra postuma dell'artista polacco - ma italiano d'adozione - resterà visibile fino a gennaio 2017.

Visita sotto un improvviso acquazzone
Il capo dello Stato, prima dell'inaugurazione con il ministro dei Beni culturali, con un mutamento di programma dettato da un improvviso acquazzone, ha raggiunto in auto Villa dei Misteri invece che visitare il sito archeologico a piedi, passando per le domus di Efebo, quella del Menandro, quella di Paquio Proculo e poi lungo via dell'Abbondanza fino al foro. La visita di Mattarella dovrebbe concludersi al santuario della Beata Vergine del Rosario.

L’artista polacco aveva scelto l’Italia come seconda patria
La mostra fi Mitoraj viene inaugurata oggi a due mesi dall'allestimento. «Dopo il successo delle esposizioni nella Valle dei Templi di Agrigento e nei Mercati di Traiano di Roma - sottolinea una nota della Soprintendenza di Pompei - la mostra va a suggellare un binomio osmotico tra l'archeologia e la contemporaneità dell'arte del Maestro Mitoraj. Due realtà che finiscono col fondersi e col con-fondersi, senza mai sopraffarsi l'un l'altra, instaurando un legame dialettico armonioso che evidenzia e valorizza tanto la solennità storica degli scavi quanto le figure del maestro polacco».



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