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A Roglic la cronometro del Chianti, Brambilla resiste in maglia rosa

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A Roglic la cronometro del Chianti, Brambilla resiste in maglia rosa

Per un punto Martin perse la cappa, dice quel vecchio proverbio. Per un secondo il signor Brambilla, che non è più un signor nessuno ma l'autorevole leader del Giro, conserva la maglia rosa davanti a Bob Jungels. Un secondo, un battito di ciglia, che però tanto basta a Gianluca Brambilla per mantenere il comando di una corsa che si diverte a sfornare una sorpresa al giorno. E che anche in questa cronometro del Chianti, tra un temporale e l'altro, riesce a sovvertire i pronostici della vigilia.

Andiamo per ordine. Il vincitore della crono, anche questa è una sorpresa, è lo sloveno Primoz Roglic, 27 anni, uno scalatore sui generis che si è preso una rivincita con gli specialisti del tic tac. Roglic infatti si era piazzato secondo (per un solo centesimo) nella crono di apertura ad Apeldoorn in Olanda dieci giorni fa.

Lo sloveno si è imposto in 51'45” lasciandosi alle spalle Iam Brandle (ex detentore del record dell'ora) e Laengen. Va detto che lo sloveno deve accendere due ceri al santo protettore dei ciclisti perché la sua prova l'ha fatta sempre all'asciutto evitando quindi rischi e capitomboli. In sostanza ci sono state due cronometro: una senza pioggia e l'altra invece sotto scrosci a catinelle. Il maltempo ha quindi notevolmente condizionato la giornata. Soprattutto quella dei big.

Il russo Zakarin, che braccava in classifica Brambilla, ne è uscito pesto e incavolatissimo. Tra cadute e cambi di bici, ha perso quasi due minuti dalla maglia rosa e anche da Nibali. Non era facile stare in piedi in un toboga così ondulato e scivoloso come una saponetta. «In discesa mi sembrava di galleggiare», ha commentato alla fine Vincenzo Nibali. Per il siciliano, che adesso è quinto a 53 secondi dalla maglia rosa, nulla da recriminare. Tra gli uomini di classifica è stato il migliore guadagnando 11 secondi su Valverde, 7 su Landa e uno sproposito su Uran, il più deludente tra i bg. Male anche l'olandese Demoulin, specialista a cronometro, che ha perso una occasione per fare un balzo in avanti.

Tirando i conti, in prospettiva, chi ne esce meglio è proprio Nibali, purtroppo in lutto per la morte di un ragazzino, Rosario Costa, scomparso a Messina in un incidente stradale. Rosario era una promessa che correva per la Asd Nibali, la squadra giovanile di Vincenzo. Un brutto colpo per Nibali, che commosso ha voluto ricordarlo al traguardo.

A questo punto, dopo dieci giorni di corsa, le cose si stanno mettendo meglio per il ciclista siciliano. Infatti è soddisfatto: «Sto bene, tanto vero che nella salita più lunga, ho guadagnato sugli altri. In discesa non ho voluto correre rischi, e ho fatto bene perché il Giro è lungo e finirà sulle montagne. E bisogna arrivarci bene». Ottimista anche Beppe Martinelli, il ds dell'Astana: «Essere arrivati davanti a Valverde è importante. Affrontiamo le ultime due settimane con fiducia: ho sempre pensato di venire al Giro con Vincenzo per vincere».

Insomma, in casa Astana si fanno prove di distensione. Il pasticcio di Roccaraso è ormai alle spalle. Non tutti si amano, ma nell'Astana non è una novità. Al momento, Nibali è ben posizionato. Valverde non è insuperabile, il russo Zakarin con le sue cadute è scivolato indietro. Preoccupa invece Mikel Landa. Nella crono ha perso pochissimo rispetto a Nibali. Vuol dire che sta bene, perché la specialità del basco è la salita. Quindi Vincenzo farà bene a tenerlo d'occhio.
Poi c'è Brambilla che, ridendo e scherzando, è comunque maglia rosa. Al momento si gode il primato. Resisterà? Difficile da dire. Anche nella crono è andato bene, meglio anche di Nibali. Brambilla sembrava il solito outsider che per un giorno balza agli onori della cronaca. In realtà, non sembra “soffrire” il confronto coi grandi. Il suo passaggio dalla polvere dello sterrato alle vette della classifica sembra dargli ulteriore coraggio.

«Ho fatto meglio di Nibali? Bene, vuol dire che questa maglia rosa me la sono proprio guadagnata», ha detto Brambilla alla fine. Insomma, non è né un ragioniere, ne l'eroe di un giorno del ciclismo d'antan. È un corridore moderno, che di solito lavora per le volate di Kittel. Ma Kittel è andato a casa, e Brambilla è invece ancora qui con la sua bella maglia rosa sotto il cuscino. Dormirà bene sognando di conservarla stretta fino a Torino. E sognare aiuta soprattutto se poi le gambe vanno d'accordo coi sogni. Questo lunedì si riposa. Ma poi comincia il vero Giro.

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