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Adozioni e stepchild, Orlando: spetta a giudici interpretare la legge

audizione alla camera

Adozioni e stepchild, Orlando: spetta a giudici interpretare la legge

Adozioni internazionali in calo, sia in Italia che all'estero. Per il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ne ha parlato oggi in commissione Giustizia alla Camera nel corso di una audizione, si stratta di un «fenomeno generalizzato», dovuto al fatto che «gli stati di origine» dei minori hanno «sempre meno bisogno di ricorrevi avendo rafforzato l'assistenza e i canali di adozione interna. A sostegno della sua analisi, Orlando ha illustrato i dati relativi alle adozioni in Italia: nel primo semestre 2015, i procedimenti definiti sono stati 3.189, a fronte degli 8.540 del 2012, dei 7.421 del 2013 e dei 6.739 del 2014. I minori “adottabili”, pronti cioè ad entrare a far parte di una nuova famiglia ma che per varie ragioni nessuno ha adottato sono circa 300.

Calo dovuto a riduzione dello “stato di necessità”
Il calo di adozioni internazionali interessa anche gli Stati Uniti, dove si è passati da 22.508 adozioni nel 2005 a 6.408 nel 2015. «Occorre ragionare sulla diminuzione, anche per mantenere alta la cultura dell'accoglienza del nostro paese -ha detto Orlando-. Le famiglie italiane necessitano di preparazione e accompagnamento sicuramente maggiori rispetto al passato». Tra le ragioni che hanno portato alla forte flessione, ha sottolineato il Guardasigilli, c'è l'aumento di minori di età avanzata, o con un numero consistente di fratelli e sorelle o con problemi sanitari particolari. Ma «il vero motivo del calo, su scala mondiale - ha spiegato il ministro illustrando la relazione ministeriale - è che nella maggior parte degli Stati d'origine dei minori hanno un sempre minor bisogno e hanno rafforzato le politiche interne ed esterne di sostegno alle famiglie, oltre ad aver avuto performances economiche significative».

Adozioni, spetta ai giudici interpretare la legge caso per caso
Parlando dei “margini di manovra” dei giudici in materia di adozioni, con riferimento all'interpretazione creativa delle toghe alla luce della legge sulle Unioni civili che esclude l'adozione del figlio del partner nelle coppie gay, Orlando ha chiarito come questo sia «un campo in cui è la legge che chiede al giudice di apprezzare il caso concreto». La legge infatti «non dà una soluzione che prevede un automatismo, ma è il giudice che deve valutare la particolare situazione per poter» stabilire al meglio la «valutazione della continuità affettiva del minore. La legge non dice e chiede al giudice di dire». Sollecitato dalle domande di Paola Binetti (Ap) e Walter Verini (Pd) sulla libertà di interpretazione dei giudici e sui casi di stepchild adoption, Orlando ha indirettamente risposto al ministro per gli Affari regionali, l'alfaniano Enrico Costa, che nei giorni scorsi aveva voluto porre uno stop a potere di interpretazione dei magistrati ribadendo che «non può esserci una situazione che valga per tutti». E che «l'interpretazione dei giudici non è comprimibile in un campo come questo» dove al centro c'è «la tutela del minore».

L’irritazione di Ap: giudici applicano le leggi, non le interpretano
Le parole del ministro non sono ovviamente piaciute ad Area popolare che trova lo spunto per riaccendere il fuoco delle polemiche interne alla maggioranza. La replica a stretto giro arriva dal capogruppo in commissione Giustizia, Nino Marotta che ritiene «doveroso chiarire, una volta per tutte, che il giudice applica la legge, non la interpreta».

Riforma adozioni, l’accelerazione dopo le Unioni civili
L'audizione del ministro Orlando fa parte di un pacchetto di approfondimenti con esperti deciso dalla commissione Giustizia all'indomani dell'approvazione definitiva della legge sulle unioni civili, in vista dell'avvio del percorso parlamentare della riforma delle adozioni. Oltre al ministro Orlando, sentito oggi, il ciclo di audizioni previsto dalla presidente della commissione, Donatella Ferranti (Pd), nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle adozioni nazionali e internazionali prevede l'intervento del ministro per gli Affari regionali Costa (domani). A seguire, il 23 maggio saranno auditi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Ap-Ncd) e il sottosegretario Vincenzo Amendola (delegato alle adozioni internazionali); il 25 infine, su designazione del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sarà ascoltata la sottosegretaria Franca Biondelli. A giugno sarà la volta della ministra Maria Elena Boschi, neotitolare della delega in materia di adozioni internazionali e presidente della Commissione per le adozioni internazionali, nonché' la vicepresidente della Cai Silvia Della Monica. Fitto, sempre tra maggio e giugno, le convocazioni di docenti, magistrati, esperti e rappresentanti delle associazioni.

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