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Un povero Milan costretto a sperare nell’elemosina della Juventus

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Un povero Milan costretto a sperare nell’elemosina della Juventus

Mario Balotelli (Ansa)
Mario Balotelli (Ansa)

Se questo campionato ha avuto un vincitore chiarissimo, la Juventus, ha avuto anche uno sconfitto altrettanto netto: il Milan. Che ha fatto registrare il vero, grande e inequivocabile fallimento della Serie A stagione 2015/16.

Sono pronto a scommettere chea proposito di fallimenti la mente di molti corre subito ai cugini nerazzurri, in vetta alla classifica a fine dicembre e precipitati al quarto posto senza nemmeno provare a lottare per la terza posizione e la zona Champions. Che sul fronte interista sia stato un anno negativo è fuori di dubbio, ma nulla di paragonabile all’inferno del Diavolo.

“Se anche l’Inter avesse ripetuto il punteggio del girone di andata (39 punti) sarebbe comunque arrivata quarta”

 

Basti dire che se Mancini avesse fatto, nel girone di ritorno, gi stessi punti del gironedi andata (39) non sarebbe mai stato in corsa per lo Scudetto e non sarebbe mai entrato in zona Champions: la verità è che, con i teorici 78 punti che ne sarebbero derivati, l’Inter avrebbe chiuso in quarta posizione dietro Juventus (91), Napoli (82) e Roma (80). Quarta, quindi, come è alla fine stata sebbene con un ritardo molto più ampio (ha chiuso a quota 67): ma i punti in più non avrebbero modificato di una virgola la situazione.

Il Milan, invece, si èletteralmente disintegrato: a nulla sono valsi i proclami dei molti corifei che hanno tentato via via di osannare l’impresa di una sola giornata, oppure di sedare i sussulti di orgoglio dei tifosi con l’annuncio di un possibile ritorno di Ibrahimovic: che Zlatan non avesse nemmeno un milligrammo di intezione di tornare a Milano era chiaro leggendo un solo numero, quello relativo ai milioni di euro (troppi) che il Milan avrebbe dovuto versargli. Fuori mercato, punto e stop: come ha finalmente ammesso Adriano Galliani nei giorni scorsi dicendo che si tratta di cifre inavvicinabili.

Il dato di fatto è che il Milan, pur avendo migliorato la classifica dello scorso anno (decimo a quota 52, contro il settimo a quota 57 di quest’anno) ha fatto probabilmente il peggior campionato dell’era Berlusconi. Non tanto per i punti messi in cassaforte, ma per la situazione di caos totale in cui si trova la squadra: durante la stagione è stato sostituito Mihajlovic ( e si è visto che il problema non era lui) con Cristian Brocchi: uno che di Milan che vince, tutto sommato, se ne intende. Dopo l’ultima partita Brocchi ci ha tenuto a chiarire che i giocatori sono senza dignità e che contro la Roma (sconfitta casalinga per 3-1) si è giocata di fatto un’amichevole. Aggiungendo poi, come carico di strozzo, che in vita sua non ha mai visto uno spogliatotio come quello del Milan attuale: e non parlava in positivo.

Non ci sono indicazioni sui programmi futuri, sull’allenatore della prossima stagione e sulla possibile campagna di rafforzamento o per meglio dire di rifondazione. Si ipotizza il possibile acquisto da parte di compratori cinesi a una cifra complessiva (un miliardo di euro) tanto irrealistica da far apparire sensato persino l’ingaggio di Ibra. Fuori dall’Europa, non solo quella che conta di più, la Champions, ma anche da quella di consolazione (l’Europa League). Insomma, il nulla.

Resta una carta da giocare, quella della finale di Coppa Italia raggiunta, diciamolo con realismo e senza ironie, grazie a un percorso nel tabellone che definire ridicolo è persino indice di sopravalutazione: 2-0 al Perugia, 3-1 dopo i tempi supplementari al Crotone, 2-0 alla Sampdoria, 2-1 al Carpi. E, in semifinale, una doppia vittoria per 1-0 e 5-0 contro l’Alessandria. Il «fattore C», di sacchiana memoria e teorizzazione, ha trovato una dimostrazione pratica come nemmeno il teorema di Pitagora.

Il bello è che, in finale di Coppa Italia, il Milan troverà il primo vero avversario di tutta la manifestazione: la Juventus, che in campo nazionale non molla nemmeno la vittoria nel torneo di tresette della parrocchia. La si può dire come Alessandro Costacurta, che in diretta tv ha detto all’amico Brocchi «Ti auguro contro la Juventus di avere un c... pazzesco». Oppure si può tentare un’analisi tecnica dello scontro. Ma si giunge alla stessa conclusione: una vittoria del Milan sulla Juventus è quotabile, più o meno, come lo era a inizio anno la vittoria del Leicester di Ranieri nella Premier League. E i miracoli, di solito, si chiamano miracoli proprio perchénon si ripetono.

Difficile, anzi difficilissimo, credere che la Vecchia Signora decida di elemosinare la Coppa Italia a una grande (per quanto in un periodo nerissimo) del calcio italiano e mondiale. Poi nello sport non si può mai dire, ma sarebbe veramente la più grande sorpresa da molti decenni a oggi.

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