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Dossier La vera finale di Coppa? Madrid contro Milano

    Dossier | N. 13 articoliChampions League, la finale di Milano

    La vera finale di Coppa? Madrid contro Milano

    Potrebbe anche indurre a qualche pensiero malinconico, questo brindisi ideale in Coppa a San Siro, al termine della prima stagione della storia calcistica in cui né l’Inter né il Milan hanno partecipato a una competizione europea. Le statistiche ci consegnano però uno score ancora positivo: Milano - grazie all’imminente Atletico Madrid-Real Madrid, atto conclusivo della Champions League 2016 - si riporta al primo posto tra i centri europei che hanno ospitato più finali calcistiche internazionali (16, compresa quella di sabato prossimo allo stadio Meazza) ed è la città dove sono finiti più trofei (27), grazie all’apporto di rossoneri e nerazzurri.

    I dati seguono l’evoluzione nell’arco di 60 anni, a partire dal 1956, quando si giocò la finale della prima Coppa dei Campioni (ora Champions League), cui si aggiunsero la Coppa delle Fiere - poi Coppa Uefa e adesso Europa League - e la Coppa delle Coppe, sparita alla fine del millennio scorso. Né vengono ignorate la Supercoppa Uefa (dal 1973, prima tra la vincitrice della Coppa dei Campioni e quella della Coppa delle Coppe, poi tra i detentori della Champions League e dell’Europa League), e la Coppa Intercontinentale, ora Mondiale per club.

    Ranking delle città che hanno conquistato più Coppe per squadre di club

    Il capoluogo lombardo condivide il primato delle finali ospitate con Montecarlo, che però era stata designata come sede fissa della Supercoppa Uefa per una quindicina d’anni, mentre Milano, in attesa del derby madrileno, ha già visto tre finali del torneo più importante e - con la formula andata e ritorno - quattro di Coppa Uefa, quattro di Supercoppa Uefa e quattro di Coppa intercontinentale. I precedenti di Coppa Campioni risalgono al 1965 (Inter-Benfica 1-0) e al 1970 (Feyenoord Rotterdam-Celtic Glasgow 2-1), quello di Champions League al 2001 (Bayern Monaco-Valencia 5-4 dopo i calci di rigore).

    Altre città europee con più squadre vincitrici di coppe


    In questi ultimi 15 anni il “peso” della manifestazione è ulteriormente aumentato. Un esempio? In un convegno che si è tenuto di recente alla Bocconi, Marco Leonardi, director of media rights di Mediaset, ha sottolineato che saranno impegnate 41 telecamere, il doppio di quelle usate per la finale 2001, e che il costo di produzione (con l’apporto di 400 persone) è il doppio di quello sostenuto per la finale di Europa League del 2014, disputata allo Juventus Stadium.

    Milano si appresta ad accogliere, tra gli altri, circa 40mila fan in arrivo dalla Spagna, equamente divisi tra le due squadre, che saranno indirizzati a due diversi “punti di raccolta”. Mobilitati gli aeroporti di Malpensa e Orio, preparate le aree parcheggio per circa 750 pullman. In programma manifestazioni per tutta la settimana, un “festival” dedicato lungo l’asse Piazza Duomo-Castello Sforzesco. Secondo l’ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, l’indotto per la metropoli lombarda - considerando trasporti, ristorazione, alberghi e negozi - arriva a 25 milioni di euro.

    «Questa finale - osserva Gianni Menicatti, ricercatore del Gruppo Clas, che con Marcello Spreafico ha elaborato le statistiche di cui si parla in questa pagina - è il sigillo a un decennio di grandi avvenimenti sportivi a Milano: cito, tra gli altri, i Mondiali di pugilato e quelli di canoa, le Final four delle Coppe di basket e pallanuoto, i Mondiali di volley femminile, gli All Blacks a San Siro contro l’Italia del rugby. In più, ogni anno Milano è l’epicentro di grandi avvenimenti ciclistici, a partire dal Giro d’Italia. Nonostante un’impiantistica non sempre di prim’ordine e nonostante gli effetti della crisi economica, la città mantiene il know how per organizzare grandi eventi e questo coincide con l’entusiasmo dei milanesi».

    In generale, l’Italia è anche la nazione con il maggior numero di finali ospitate (40), coinvolgendo 11 città: se Milano è a quota 16, Torino segue con otto, Roma è a sette e Parma a due, mentre una partita decisiva a testa si sono aggiudicate Firenze, Napoli, Genova, Avellino (nel 1990, per la squalifica del campo della Fiorentina), Bari, Bologna e Palermo. In tutta Europa, invece ,solo Amsterdam ha “assistito” ad almeno una finale per ognuna delle competizioni considerate.

    È sempre Milano, poi, a prevalere sul piano dei trofei vinti, con i 18 del Milan (sette Coppe dei Campioni/Champions League, due Coppe delle Coppe, cinque Supercoppe e quattro Intercontinentali/Mondiali di club) e i nove dell’Inter (tre Coppe dei Campioni/Champions League, tre Coppe Uefa e tre Intercontinentali/Mondiali per club). In compenso, comunque vada la partita di sabato, Madrid sarà la sola città ad avere conquistato 11 volte la Coppa “dalle grandi orecchie”, con il Real già a quota 10 e l’Atletico pronto a tutto pur di entrare nell’albo d’oro. Curioso il fatto che, per contro, Londra sia presente con una sola Champions League, vinta dal Chelsea nel 2012.

    Sul piano individuale Paolo Maldini è il giocatore italiano ad avere vinto più finali di Champions: cinque, sempre con il Milan, nell’arco di quasi vent’anni. Ma un’altra bandiera del calcio meneghino, questa volta con l’Inter, può ricordare di avere vinto la Coppa dei Campioni nel “suo” stadio. Accadde il 27 maggio 1965, su un campo pesantissimo i nerazzurri superarono 1-0 il Benfica del grande Eusebio, e Sandro Mazzola la racconta così: «Una partita difficile, contro una squadra che teneva bene la palla. Essere favoriti complicava le cose. Il nostro allenatore Helenio Herrera lo sapeva, ci disse più volte che l’avversario era superiore al Real Madrid, battuto l’anno prima. Fatto sta che eravamo tesi, a me sembrava che la porta fosse piccolissima e il portiere enorme. Poi, verso la fine del primo tempo, Jair mi ha chiamato la palla, gliel’ho passata e lui ha fatto gol, proprio grazie a una papera del portiere. Meno problemi nel secondo tempo e poi una grande festa: i tifosi sugli spalti avevano accesso delle fiammelle, non se ne volevano più andare, non so quanti giri di campo abbiamo fatto. Che bello vincere la Coppa davanti alla nostra gente».

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