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Dossier Euro 2016, le due emergenze in Francia

Dossier | N. 34 articoliEuropei di calcio Francia 2016

Euro 2016, le due emergenze in Francia

(Afp)
(Afp)

Un Paese sotto stretta sorveglianza. La Francia degli Europei 2016 teme un attacco di estremisti islamisti e subisce la guerra di nervi fra governo e sindacati per il progetto di riforma del mercato del lavoro. Dopo gli attacchi del 13 novembre scorso e quelli del 22 marzo a Bruxelles – alcuni terroristi hanno partecipato a tutti e due gli attentati, la rete di jihadisti si muoveva fra i due Paesi - non è mai cessata l'allerta terrorismo. Da alcuni mesi la riforma del mercato del lavoro ha creato scontri e tensioni.

La minaccia jihadista
A fine aprile il governo decide di prolungare lo stato di emergenza, che vige dagli attacchi d'autunno a Parigi, fino a tutto il campionato di calcio e il Tour de France. La settimana scorsa il dipartimento di Stato Usa emana un travel alert per gli americani in vacanza quest'estate in Europa. A metà maggio il direttore dei servizi di sicurezza francesi Patrick Calvar in una rara dichiarazione in parlamento, commissione di difesa, dice: ci si aspetta «una nuova forma di attacco realizzato con esplosivi piazzati in luoghi dove vi sono grandi folle, un tipo di azione che creerebbe il massimo panico. Ovviamente la Francia è il Paese più minacciato da Isis».

Un funzionario dell'antiterrorismo che vuole rimane anonimo spiega all'agenzia Afp: «il Paese ha troppi obiettivi (e tanti soft target) per stare tranquilli, i 90mila agenti a protezione dei 10 posti che ospiteranno il torneo non costituiscono una rassicurazione. Come preparazione - continua - abbiamo fatto il possibile, sono stati mobilitati tutti: polizia, paramilitari, molti soldati ma se devo essere onesto, sono preoccupato». Il funzionario aggiunge che in caso di attacco anche tentato o limitato, il torneo sarebbe subito sospeso e tre quarti delle squadre lascerebbero subito la Francia.

Il presidente Francois Hollande non nega la paura e lo ripete domenica scorsa a France Inter radio: «Questa minaccia (di un attacco ndr) durerà per molto tempo purtroppo, dobbiamo fare qualsiasi cosa perché Euro 2016 sia un successo». La sintesi del ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve è meno rassicurante: «Il cento per cento di precauzione non vuol dire zero per cento di rischio».

La vera sfida è monitorare i flussi in entrata ed uscita, soprattutto chi torna da Siria e Iraq con falsi passaporti. All'incubo jihadista si sommano altre minacce come quello di ieri dall'Ucraina dove è stato arrestato un giovane francese estremista di destra che, secondo l'accusa, «con un arsenale di armi e esplosivi preparava 15 attacchi in Francia».

In occasione di Euro 2016 il ministero dell’Interno ha pure pensato a un'applicazione “allerta attentati” con cui chi è in un possesso di uno smartphone può essere avvisato in tempo reale di una una minaccia. Per ricevere le notifiche antiterrorismo ogni utente dovrà però a accettare di essere geolocalizzato. «È il prezzo della sicurezza» dicono a Parigi.

L'ondata di scioperi
Una Francia di piazza e d'opinione continua a contestare il governo per il progetto di riforma del mercato del lavoro. All'ennesimo giorno di sciopero che ha riguardato raffinerie, aerei, treni, metropolitane, il governo promette un dialogo che tuttavia non rende sicuro il normale svolgimento delle gare, come teme il 56% dei francesi secondo un sondaggio per France Info-Le Parisien.

Cortei, violenti incidenti e annunci come lo sciopero generale e la manifestazione del 14 giugno, l'avviso di uno dei principali sindacati dei trasporti, SUD-RATP, che dichiara sciopero illimitato dal 10 giugno, giorno di inizio del torneo. Ancora la Cgt (principale sindacato francese e antagonista del governo) annuncia agitazioni senza scadenza dal 2 giugno nei trasporti.

Il 7 giugno i dipendenti della raffineria Total di Donges, nella Loira, hanno votato in assemblea generale per confermare lo sciopero fino a venerdì, quando una nuova assemblea deciderà come proseguire la mobilitazione iniziata il 19 maggio scorso. Il sito, che conta 650 dipendenti, è completamente fermo dal 26 maggio. I 180 dipendenti che hanno partecipato all'assemblea generale hanno deciso di proseguire nello sciopero illimitato «fino al ritiro completo della legge sul lavoro o almeno di due punti della legge». (an. man.)

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