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Lavoro, Istat: +242 mila occupati nel primo trimestre su base annua

il rapporto

Lavoro, Istat: +242 mila occupati nel primo trimestre su base annua

L'occupazione è in crescita nel primo trimestre 2016, con 242 mila occupati in più su base annua. Lo comunica l'Istat (dopo il positivo dato di aprile: +51mila occupati su base mensile) sottolineando che rispetto al trimestre precedente, invece, c'è un «moderato aumento» dello 0,1%. L’incremento decisivo all’aumento (rispetto allo stesso trimestre 2015) «viene dall'occupazione a tempo indeterminato (+341 mila) - spiega l'istituto di statistica nel report sul Mercato del lavoro - a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti. L'incremento è maggiore per il lavoro a tempo parziale».

Il dato è particolarmente positivo perché con la legge di stabilità 2016 è stata introdotta una nuova (e meno vantaggiosa rispetto al 2015) forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato. La misura dell'agevolazione prevede l'abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio. Mentre nel 2015 l'esonero contributivo era totale (sempre esclusi i premi Inail), con un tetto di 8.060 euro.

Nel I trim tasso disoccupazione stabile a 11,6%
Resta stabile nel primo trimestre 2016 il tasso di disoccupazione, fisso all'11,6% rispetto al trimestre precedente. Il tasso diminuisce invece di quasi 1 punto percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2015, con un calo tendenziale di 127 mila disoccupati di lunga durata. Giù anche il tasso di inattività diminuito in misura lieve (-0,1 punti) attestandosi al 35,7%.

Occupati: +0,1% su precedente trimestre

L'occupazione nel primo trimestre del 2016 è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 558 mila persone, in moderato aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%). L'aumento congiunturale degli occupati, spiega ancora l’Istat, riassume il nuovo incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (+0,5%, +75 mila), a fronte della diminuzione dei dipendenti a termine (-2,4%, -57 mila) e della stabilità degli indipendenti.

MERCATO DEL LAVORO: OCCUPATI
Migliaia di unità e variazioni percentuali rispetto al trimestre precedente

Crescita occupazione trasversale ai settori
Dal lato delle imprese «si rafforzano ed estendono, in termini congiunturali e tendenziali, i segnali di crescita della domanda di lavoro, con un significativo aumento sia delle posizioni lavorative dipendenti sia delle ore lavorate per dipendente, anche per la consistente riduzione del ricorso alla Cassa integrazione». L’Istat segnala inoltre che la crescita dell'occupazione «tende a diffondersi progressivamente a tutti i settori di attività economica, con una maggiore intensità in quello dei servizi». Per quanto riguarda il costo del lavoro, continuano a diminuire gli oneri sociali, per effetto della consistente riduzione contributiva associata alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Ad aprile 51mila occupati in più
I dati riepilogativi del primo trimestre arrivano dopo il dato al rialzo diffuso dall’Istat, relativi ad aprile: sul mese, è la fotografia scattata a fine maggio, si sono registrati 51mila persone a lavoro in più (+35mila lavoratori permanenti, con contratto a tempo indeterminato e +16mila autonomi). In risalita è pure il tasso di disoccupazione che si attesta all'11,7% (+0,1 punti su marzo): restiamo distanti dal 10,2% registrato nell'area Ue (ci collochiamo al quint'ultimo posto, davanti a Portogallo, 12%, Croazia, 14,6%, Spagna, 20,1%, e Grecia, 24,2%).

Gli effetti della decontribuzione e del Jobs act si vedono appieno nel tendenziale: nei dodici mesi il numero di occupati cresce di 215mila unità (+279mila permanenti, -21mila dipendenti a termine, -43mila autonomi); la quota dei senza lavoro si riduce del 3% (-93mila persone) e gli inattivi si contraggono del 2,1% (pari a 292mila “scoraggiati” in meno). Tra i giovani (sotto i 25 anni) il tasso di disoccupazione rimane su livelli elevatissimi (36,9%, ma in un anno si riduce di 4,5 punti percentuali - anche se sul mese cresce di 0,2 punti). Nell'area Euro il tasso di under25 senza un impiego è al 21,1%; l'Italia, con il 36,9%, crolla al quart'ultimo posto, superata da Croazia (38,9%), Spagna (45%), Grecia (51,4%, ma il dato è aggiornato a febbraio 2016). Restiamo distanti dai primi della classe, cioè Germania (7% di disoccupazione giovanile), Malta (8,9%) e Repubblica Ceca (9,5%).

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