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Euro 2016: delude l'Austria, l'Ungheria fa festa

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Euro 2016: delude l'Austria, l'Ungheria fa festa

  • –a cura di Datasport

Un ritorno col botto! L'Ungheria batte 2-0 a sorpresa l'Austria nella gara d'esordio a Euro 2016 e bagna nel migliore dei modi il ritorno nel torneo continentale dove mancava dal 1972: a Bordeaux decidono le reti nella ripresa di Szalai e Stieber. La squadra di Storck vince meritamente, mostrando un buon palleggio e conquistando i primi tre punti nel gruppo F. Delude invece la formazione di Koller, che colpisce un palo con Alaba ma si affida troppo alle individualità: rosso per Dragovic.

Chi l'avrebbe mai detto? Guardando il cammino verso gli Europei in pochi, ma basandosi su quanto visto in campo quasi tutti. L'Ungheria gioca meglio, una coralità che grazie ad un discreto fraseggio tiene in mano il centrocampo sin dalle prime battute, peccando però nella fase offensivo dove ha la colpa di pungere poco. E pensare che dopo appena 28 secondo un mancino da fuori di Alaba aveva fatto tremare la porta del recordman Kiraly, da oggi il più anziano giocatore della fase finale di un Europeo con i suoi quarant'anni e due mesi. Troppo poco per l'Austria, che si affida alle giocate dei singolo ma ha una manovra lenta ed impacciata: Arnautovic non incide, va ad intermittenza, seppur quando sin accende metta sempre i brividi agli avversari. Dall'altra parte non convince nemmeno il top player Dzsudzsak, che ha sui piedi l'unica buona chance ungherese del primo tempo ma strozza troppo il diagonale rasoterra. All'intervallo dunque le reti sono inviolate.

Nella ripresa la musica cambia. O meglio, non per l'Austria, che continua a cercare le invenzioni di Arnautovic o Alaba, bensì per l'Ungheria, che trova la forza per fare male agli avversari. Minuto 62, scambio sopraffino tra Szalai e Kleinheisler, col bomber che si infila nello spazio e in spaccata beffa Almer in uscita: non segnava dal 2014 e fino a quel momento aveva sbagliato quasi tutto. Una botta d'orgoglio, come quella dell'Austria che prova a pareggiare subito il conto: Hinteregger ci riesce al 66', ma il gioco è già ferma per un fallaccio in area di Dragovic che, beffa delle beffe, oltre ad annullare il gol del suo compagno si becca il secondo giallo. In dieci l'Austria non ha più la forza per fare male all'Ungheria, che all'88' fa calare il sipario sul match con un contropiede da antologia: il neoentrato Priskin serve in profondità Stieber, anche lui appena entrato, che dopo 50 metri di corsa insacca con un delizioso pallonetto che fa scattare la festa nel settore riservato ai tifosi magiari.