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Dossier Verso Lille pensando a Parigi: l'Italia si sdoppia per puntare in alto

Dossier | N. 34 articoliEuropei di calcio Francia 2016

Verso Lille pensando a Parigi: l'Italia si sdoppia per puntare in alto

Allenamento dell’Italia (LaPresse)
Allenamento dell’Italia (LaPresse)

Il profumo del pino mediterraneo ti accoglie appena t'avvicini al Bernard Gasset: quel campetto ordinato e ben tenuto su cui ogni giorno si allenano gli azzurri sembra così, inaspettatamente, un concentrato di tutte le essenze di Francia. Laggiù, pochi metri oltre la recinzione, verso il centrocampo, i ragazzi di Conte s'impegnano in un torello allargato, tutta la rosa a darci dentro, ma col sorriso sulle labbra, perché l'umore è buono e il morale è alto, visto finora l'andamento dell'avventura transalpina. Tutti, dicevamo, a sudare ed allenarsi, tranne due: Buffon, a riposo per un leggero stato febbrile che non preoccupa, mentre a far venire qualche grattacapo in più è sempre l'adduttore di Candreva, monitorato ora dopo ora nella speranza che l'esterno laziale possa recuperare gli ottavi di finale.

Sì, perché adesso il calendario, i pensieri, la testa, il cuore dell'Italia si sdoppiano: un pezzo di Azzurra guarda a Lille, mercoledi 22 giugno, ore 21, stadio “Pierre Maoury”, per la sfida con gli irlandesi che, visto il successo dei belgi sui tutti verdi che ci ha regalato il primo posto nel gruppo E, è stata derubricata ad amichevole di lusso; l'altro pezzo di Azzurra punta dritto a Parigi, lunedi 27 giugno, ore 18, stadio di St. Denis, per l'ottavo di finale che sarà il crocevia chiave del nostro Europeo: sbarcare ai quarti sarebbe un successo quasi insperato, tornare a casa dopo un solo scontro a eliminazione diretta lascerebbe invece la nostra Nazionale in mezzo al solco di una mediocrità neppure tanto aurea.

Eccola allora la doppia Italia che prende forma: quella di Lille e quella di Parigi. La prima avrà – dalla panchina, beninteso…- il sostegno dei senatori e dei tanti ammoniti di questo primo scorcio di campagna in terra francese: e allora in porta ecco Sirigu («in chat e nel gruppo è quello più scatenato a fare scherzi», ha assicurato oggi in conferenza stampa il laziale Parolo), poi Barzagli, Ogbonna e Darmian stavolta al centro, perché sui lati agiranno De Sciglio e El Sharaawi, mentre nel mezzo attorno a Thiago Motta agiranno Florenzi e Sturaro, con Immobile e Zaza coppia d'attacco. Insomma, turn-over coi fiocchi, ma senza cambiare invece l'obiettivo finale: «Il rischio di prendere sottogamba la partita con gli irlandesi non credo possa esistere, con un allenatore come Conte – ha spiegato ancora Parolo – che ci ha cominciato a martellare sul fatto che dobbiamo vincere già da due giorni… e anch' io sono convinto che vincere aiuta a vincere, quindi meglio farlo ancora e chiudere il gruppo E a 9 punti».

L'Italia “parigina” – appuntamento lunedi 27 giugno alle 18 allo stadio di t.Denis, probabile con la seconda del gruppo D, ad ora la Croazia, difficile sia la Spagna, magari chissà non sia la Repubblica Ceca… - punta invece al pieno recupero di Buffon e Candreva, a dare fiato a De Rossi e al suo tendine d'Achille, a far riposare almeno due (Bonucci e Chiellini, i due a rischio squalifica) dei tre “bastardi” (così come definiti dalla stampa belga e francese, ma in paradossale ma evidente senso elogiativo) della difesa, a oliare sul prato del “Gasset” quei meccanismi che il tatticismo svedese e l'erba sin troppo asciutta del pur bellino Stadio Municipale di Tolosa avevano a lungo messo in crisi ben più di Zlatan Ibrahimovic.

Verde e azzurro, quindi, i colori che ci accompagneranno tra Lille e Parigi: il primo, decisamente artificiale, se è vero – come è vero…- che il manto erboso dello stadio Maoury è stato verniciato (sembra addirittura con la stessa vernice verde usata per i cartelloni pubblicitari!) visto lo stato pietoso in cui versa, e che ha costretto l'Uefa a negare agli azzurri il tradizionale allenamento della vigilia sul campo di gioco della gara.

A questo verde sintetico si contrappone invece il vivido azzurro di quelle magliette che il ct invoca sempre più numerose sugli spalti francesi, davanti alle tv, nelle strade e nelle piazze italiane: «È un'idea che appoggio e condivido: dovremmo farlo ogni volta che scendono i campo degli sportivi italiani, non solo per il calcio – ha evidenziato Parolo -. Questa maglietta ci aiuta a riscoprire il nostro senso di appartenenza, e unisce i tifosi alla squadra, allo spogliatoio. Fidatevi, questa Italia è così: vogliamo arrivare fin dove le nostre possibilità ci spingeranno, ma non lasceremo questo Europeo senza aver dato tutto quello che abbiamo dentro». L'azzurro-operaio, l'orgoglio-azzurro. È questo il colore che ci piace.

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