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Dossier | N. 34 articoliEuropei di calcio Francia 2016

Muscoli di seta, cuori da “bastardi”: l'Italia aspetta le Furie Rosse

A due giorni dalla sfida contro la Spagna a Parigi, con la valigia già pronta e il biglietto del treno già in tasca, lo scetticismo rimane il sentimento più diffuso nella manciata di chilometri che racchiude il centro storico di Montpellier, il campo d'allenamento del “Bernard Gasset” e Casa Azzurri. E certo non aiuta a fugarlo, piuttosto a trasformarlo in aperto pessimismo, la notizia arrivata al termine dell'allenamento mattutino (svoltosi col solleone a temperatura ben superiore i 30 gradi, e con un afoso vento proveniente direttamente dal mare): Antonio Candreva contro la Spagna non ci sarà.

La speranza che il problema muscolare all'adduttore destro accusato alla fine del match col la Svezia fosse rientrato, e svanita di fronte all' ultimo test, l'allenamento a ranghi compatti e ritmi sostenuti, che ha costretto l'esterno della Lazio ad alzare bandiera bianca.

E a riposo è rimasto pure Bernardeschi, con un ginocchio “pizzicato” da un irlandese che lo fa tribolare, anche se almeno lui per St. Denis dovrebbe esserci.

Ufficializzato dalla Federcalcio via Twitter il mancato recupero di Candreva, ecco che è iniziato il toto-nome, cioè la caccia al sostituto dell'esterno biancoceleste (che invero un preciso alter ego nella rosa azzurra non l'ha, non fosse altro per la sua capacità di agire sulla fascia, rientrare per i cross, e barcamenarsi anche in posizione più interna. E allora ecco spuntare le candidature di De Sciglio, Darmian, El Shaarawi e, come più probabile, Florenzi (con lo stesso Darmian sull'out opposto). Tutte soluzioni che, inevitabilmente, non compensano soprattutto dal punto di vista tecnico l'assenza di quello che dell'ItalConte è stato per tutte le qualificazioni un punto fermo.

Le Furie Rosse come avversario, lo ‘scetticismo pessimistico' diffuso, le vecchie e le nuove assenze come poderoso alibi. Sarà un paradosso, ma viste le premesse, non è che quella contro la Spagna sia proprio la partita ideale, financo la più facile, per questa Italia “dalle scarpe grosse e dal cervello fino”? “L'unica cosa facile sarà trovare le motivazioni, perché queste sono le partite che ti sogni da piccolo di giocare – sottolinea Andrea Barzagli, che a 35 anni sta raccogliendo, in azzurro e con la Juventus, quanto seminato in una carriera che pure l'ha visto campione del mondo nel 2006 e anche vincitore della Bundesliga con la maglia del Wolsburg -. Per il resto, affrontiamo una delle grandi favorite, che in troppi secondo me hanno dato per finita troppo presto, mentre finora ha bucato solo il secondo tempo con la Croazia.

Sono favoriti, noi siamo sottovalutati, Saremo pure brutti, sporchi e cattivi, ma combatteremo: ma faremo di tutto per fare male alla Spagna. l'Italia non giochera' solo una partita di contenimento, penseremo anche a colpirli”. Un grido che scuote lo spogliatoio, o meglio, che ci dà l'idea di quanto comunque questo gruppo sia almeno concentrato su duello con la banda Del Bosque, e voglioso di smentire pronostici e profeti di sventura. “Un paragone tra questo gruppo e quello del 2006? Difficile, perché sono due epoche diverse, con calciatori e uomini diversi…ma se c'è un elemento in comune – evidenzia Barzagli – è l'unità di intenti, il saper lavorare tutti per lo stesso traguardo. Ecco, questo elemento è una costante in Nazionale, ma a volte c'è stato qualcuno che non era riuscito a fare proprio questo sentimento comune (e in molti in sala, a quel punto hanno pensato ai Cassano e Balotelli del mondiale brasiliano, ndr).

Ecco, se sapremo rimanere uniti, pronti a affrontare i tanti momenti diversi che ci aspettano nel duello con gli spagnoli, potremo vivere un quarto di finale eccezionale”. E più delle parole, vale lo sguardo, che già guarda a lunedi, a Parigi, al prato di Saint Denis.

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