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un aiuto a chi vuole denunciare

«Questo non è amore», via alla campagna della Polizia contro la violenza sulle donne

Se ti offende, se ti zittisce, se ti controlla, se ti fa del male fisico, se minaccia la tua libertà, anche economica, «...questo non è amore». È lo slogan scelto dalla Polizia di Stato per il nuovo progetto contro la violenza sulle donne. Una iniziativa - presentata questa mattina al Viminale dal ministro dell’Interno Angelino Alfano e dal capo della Polizia Franco Gabrielli - che prende spunto dalla campagna educativa realizzata nel 2013-2014 dalla Questura dell’Aquila. «La Polizia di Stato decide di scendere in strada per dare un aiuto a chi vuole denunciare. Abbiamo degli ottimi risultati, ma non ci accontentiamo, crediamo che si possa fare molto di più», ha affermato il ministro Alfano. L’inizio è fissato per sabato 2 luglio e vede coinvolte, in contemporanea, 14 province italiane. Poi, in piazza Montecitorio, la presidente della Camera Laura Boldrini ha aperto simbolicamente le porte degli Uffici di Polizia alle migliaia di vittime di questi reati, invitandole a far visita al camper Polizia di Stato.

In calo i reati di violenza sulle donne
«In una società evoluta, anche un solo femminicidio è troppo», ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini visitando il camper della Polizia in piazza Montecitorio a Roma. Nel primo semestre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015 i reati di violenza sulle donne sono in calo: -22,9% i femminicidi, -23,3% le violenze, -22,8 per cento i maltrattamenti. Ma non basta. Serve attenzione e rispetto a casa e sul posto di lavoro.

«Questo non è amore», via alla campagna della Polizia contro la violenza sulle donne

Un progetto per dare coraggio a chi denuncia
Un progetto per dare coraggio ed essere vicino a chi denuncia, per combattere il fenomeno del femminicidio e dei maltrattamenti in famiglia. «Prima ancora di essere un reato - ha sottolineato il capo della Polizia - il femminicidio è qualcosa di culturale e sociale. I dati sul calo dei reati contro le donne rispetto al 2013, al 2014 e al 2015 sono confortanti sotto il profilo della statistica, ma il nostro obiettivo è quello di andare a colpire il sommerso perché in questo tipo di reati la paura di una vittimizzazione secondaria molto spesso è il motivo principale che induce le donne a non esporsi e a non denunciare». Nei camper ci sarà personale specializzato della squadra mobile, psicologi ma anche ufficiali di polizia giudiziaria perché i casi più urgenti saranno direttamente trattati lì. La prima fase - ha sottolineato il capo della polizia- sarà una sperimentazione per i tre mesi estivi per due sabati al mese. Poi si tireranno le somme anche per poter rendere gli uffici di Polizia più accoglienti per le donne, fornendo un contributo non solo di polizia giudiziaria, ma anche psicologico. Verrà anche distribuito materiale multilingue perchè l’iniziativa si rivolge anche ad ambiti sociali «che per limiti culturali sono più esposti», ha detto Gabrielli.

Le province interessate
Il primo e il terzo sabato del mese, a partire da luglio, nelle province di Sondrio, Brescia, Bologna, Arezzo, Macerata, Roma, L’Aquila, Pescara, Matera, Campobasso, Cosenza, Palermo, Siracusa e Sassari, sarà presente una postazione mobile della Polizia di Stato che ospiterà un gruppo di esperti costituito da un medico/psicologo della Polizia di Stato, un operatore della Squadra Mobile-sezione specializzata, un operatore della Divisione Anticrimine e/o dell´Ufficio denunce e un rappresentante della rete antiviolenza locale.


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