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Dossier Tra cabala e tattica: è ancora Italia-Germania

Dossier | N. 34 articoliEuropei di calcio Francia 2016

Tra cabala e tattica: è ancora Italia-Germania

1982 Italia Germania,  Marco Tardelli contrasta Breitner
1982 Italia Germania, Marco Tardelli contrasta Breitner

Otto partite ufficiali tra Europei e Mondiali, 4 sconfitte, 4 pareggi. Bastano le cifre per dare l'idea di cosa rappresenti, per la Germania, l'incrocio con l'Italia. Per i panzer, in poche parole, una maledizione da sfatare; per noi, un feticcio da agitare per scacciare paure e cattivi pensieri; per entrambi, comunque vada stasera, quello che si scriverà dalle 21 all'Atlantico di Bordeaux sarà un nuovo capitolo di una saga infinita.

Precedenti - Da snocciolare così, in rapida sequenza, come anelli concatenati nella collana della memoria; partite che si portano dietro il sapore di birra e pizza, l'abbraccio e le lacrime con gli amici, i primi baci, gli amori ritrovati e gli addii di un giorno e di una vita, i tuffi nelle fontane e le strade silenziose da attraversare muti, con il tricolore ripiegato sotto al braccio (finora è capitato raramente, grazie agli Azzurri...). Il 4 a 3 dell'Azteca a Messico '70, il 3 a 1 a Madrid di Spagna '82, la sfida mancata in finale a Italia '90, il rigore fallito da Zola a Inghilterra '96, l'epopea di Dortmund nella semifinale 2006, il ko di Varsavia 2012 firmato dal talento abbacinante e vacuo di Mario Balotelli. E oggi Bordeaux.

Protagonisti - De Rossi no, De Rossi sì, De Rossi forse. È il dubbio amletico che ci accompagnerà fino alla fischio d'inizio (che verrà dato dall' ungherese Kassai, che già ha diretto la sfida con la Svezia). Ma il ct Conte ha fatto capire di aver già scelto: Sturaro titolare, Parolo in regia, De Rossi comunque miracolosamente disponibile in panchina, magari in caso di emergenza, o dovesse servire un rigorista dai nervi d'acciaio (seppur con qualche errore nel curriculum dal tondino di gesso...). Il resto sarà cuore e orgoglio, certo, ma anche tattica e paranoica attenzione al dettaglio infinitesimale, a costo di bruciare nervi e neuroni («Figurarsi se sono io a stressare i calciatori...fossero questi i problemi veri!», ha risposto a precisa domanda il nostro Ammiraglio).

Nello spogliatoio tedesco - «Manca De Rossi? Non li sottovaluteremo, perché sappiamo che gli italiani sanno sempre trovare soluzioni e sorprese». Niente da fare. Non c'è speranza che Joachim Loew possa ripetere gli errori suoi o dei suoi predecessori. Stavolta i “krukki” non ci sottovalutano affatto, hanno anzi la serena consapevolezza che accompagna i più forti. Ma forse hanno anche alcuni punti deboli.

Strategie - E allora dove puntare per bloccare i panzer? Azzardiamo: limitare Kroos, bicampione d'Europa col Real, cuore del centrocampo col 95% dei passaggi corretti nel torneo; colpire nello spazio tra Boateng e Kimmich, che forse potrebbero concedere qualcosa sul centrodestra difensivo. Tutto qui. Per il resto sono perfetti. Per batterli dovremo essere più bravi. Anche stavolta.

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