Lifestyle

Dossier La Francia sfata il tabù Germania e vola in finale

Dossier | N. 34 articoliEuropei di calcio Francia 2016

La Francia sfata il tabù Germania e vola in finale

LaPresse
LaPresse

Seconda semifinale dell'Europeo, tra Francia e Germania, per stabilire chi si giocherà la finale contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Una semifinale mancata per un soffio dall'Italia e che mette di fronte due squadre in un momento di forma molto diverso. I francesi arrivano da un percorso senza dubbio più facile e da una passeggiata contro l'Islanda nei quarti di finale. I tedeschi al contrario hanno parecchi giocatori infortunati o comunque non al meglio della condizione, oltre che le gambe appesantite dai 120 minuti giocati contro gli azzurri.

Sulla carta potrebbe sembrare una gara su misura per la Francia, anche perché i “galletti non battono i tedeschi da oltre cinquant'anni e le serie troppo lunghe sono fatte apposta per essere interrotte. In realtà la Germania, stanca o non stanca, è sempre un bruttissimo cliente. La chiave di volta sarà la rapidità dei francesi in attacco, soprattutto sulle fasce, e la capacità di contenere il gioco di Kroos. Insomma una missione molto simile a quella degli azzurri, che purtroppo però non sono riusciti a completare la prima parte, pur riuscendo a limitare la fonte del gioco tedesco. Come sempre scrivo “in diretta”, con quel che consegue a livello di commenti smentiti dai fatti pochi minuti dopo. Un rischio ma anche un modo per vivere la partita senza i filtri del ragionamento postumo.

La gara è subito veloce, con repentini cambiamenti di fronte: nei primi minuti sono soprattutto i padroni di casa a spingere, partendo per linee interne a centrocampo ma allargando il gioco sulle fasce a partire dal secondo passaggio in fase di impostazione. Portogallo-Galles, al confronto, è stata giocata alla moviola.

La prima occasione per i francesi arriva al settimo minuto: Griezmann tira debolmente, ma ben angolato, e Neuer deve tuffarsi per evitare il gol. A campo invertito, fino a questo momento, il pressing dei transalpini riesce a causare l'errore dei tedeschi, che in genere amano giocare tra le linee di difesa e centrocampo ma in questo caso trovano poco spazio libero.

Risposta della Germania al 13esmo, con un cross basso dalla destra che Mueller devia sulla sinistra del portiere Lloris. Passa un minuto e Can, lasciato completamente libero, ha una ghiotta occasione e costringe Lloris a un mezzo miracolo nell'angolo basso. Da un paio di minuti il pressing tedesco funziona meglio, mentre i francesi hanno perso le distanze nella fase difensiva e lasciano troppo campo libero all'altezza della loro area di rigore. Una situazione che nasce dalla minore pressione esercitata sulla linea centrale del campo, che costringe quindi i difensori francesi a interventi in recupero e spesso in ritardo.

D'altro canto è giusto sottolineare, e siamo arrivati al 20esimo minuto, che tutti i tedeschi sono nella metà campo avversaria impegnati nel possesso palla: un contropiede dei padroni di casa, con questo assetto tattico, avrebbe effetti pericolosissimi. Ma per ora Kroos è libero di impostare, e la Germania ne giova di conseguenza. Se i francesi non fermano Kroos si fanno male da soli. Mueller al 21esimo reclama il rigore per un fallo in area, ma Rizzoli lascia correre.

L'arbitro fischia invece un fallo a favore dei francesi a circa 30 metri dalla porta di Neuer: distanza notevole, prova Payet ma per il portiere tedesco fermare la sfera è ordinaria amministrazione. Al 25esimo di nuovo Lloris a volare per deviare oltre la traversa un tiro pericolosissimo di Schweinsteiger: i padroni di casa subiscono troppo l'iniziativa, non pressano e danno spazio ai centrocampisti avversari. Dovrebbero invece costringerli sulle fasce per poi attuare il pressing usando le linee laterali come se fossero un compagno.

Mezzora di gioco, molta più Germania che Francia dopo la fiammata transalpina dei primi minuti. Non ci sono molte azioni nitide, ma tutte le volte che i tedeschi si presentano nell'area avversaria riescono a creare situazioni di pericolo. Pochissime le sortite francesi, che a differenza di quanto fatto da Buffon e compagni non riescono a limitare la costruzione di gioco avversaria: lasciare Kroos e Ozil liberi di impostare è un suicidio tattico.

Al 35esimo ammonito Can, che si lamenta oltre il dovuto. Punizione ancora dai 30 metri, questa volta tocca a Pogba: risultato identico, Neuer para senza difficoltà un tiro troppo debole per poterlo davvero impensierire. Si arriva agli ultimi cinque minuti del primo tempo e finalmente si vede la Francia: palla di Evra per Griezmann che dalla fascia sinistra spara di poco a lato colpendo l'esterno della rete. Due minuti dopo Boateng perde la palla a centrocampo e buon per i tedeschi che Giroud insista a testa bassa senza accorgersi di Griezmann libero per battere Neuer. Se invece se ne è accorto e non l'ha servito è stato autore di un errore madornale. In ogni caso arriva l'intervento di Howedes e tutto si chiude con un nulla di fatto. Subito dopo Rizzoli ammonisce (giustamente) Evra.

Un minuto di recupero e la partita cambia volto: su calcio d'angolo fallo di mano di Schweinsteiger, sciocco almeno quanto quello di Boateng contro gli azzurri, e Rizzoli fischia un rigore sacrosanto. Griezmann trasforma, Francia in vantaggio a dimostrazione che nel calcio i vantaggi “di merito” contano come il due di picche con la briscola a coppe.

Secondo tempo, in linea teorica la gara è avviata sui binari giusti per i padroni di casa, che adesso possono sfruttare al meglio le caratteristiche da contropiedisti dei propri giocatori. Francesi subito avanti, come nel primo tempo, e subito un'occasione per Griezmann. Neuer respinge. Passata la fiammata iniziale, come nel primo tempo, i tedeschi ricominciano a conquistare campo perché il pressing francese è fatto dai singoli senza il sostegno di un compagno pronto al raddoppio.

Dodici minuti della ripresa, nulla di importante da segnalare. Finora una fase di studio, con i francesi che lasciano giocare tentando di sbilanciare gli avversari per partire in contropiede. Al 15esimo esce Boateng, infortunato, ed è una perdita importante per l'undici di Loew perché sguarnisce la parte centrale della difesa, che aveva nella coppia Boateng-Howedes il proprio punto di forza. Entra Mustafi, sulla carta non è la stessa cosa.

Venticinque alla fine dei 90 minuti, è l'ora di Mario Goetze. Loew adotta un atteggiamento più offensivo, e non era difficile da prevedere, ma si tratta di un assetto tattico che scopre maggiormente la difesa tedesca sul pressing di Evra e compagni. Tutta la linea di attacco della Germania si distribuisce infatti su un fronte più largo, scoprendo però la zona centrale della mediana e aprendo lo spazio per un possibile inserimento proprio nella zona non più presidiata da Boateng.

Detto, fatto. La palla transita nella zona centrale della difesa tedesca dove nessuno libera rapidamente, Pogba riconquista il pallone in tandem con Matuidi e serve Griezmann che infila Neuer. Il 2-0 è severo, ma era fin troppo facile prevedere che proprio nella zona centrale della difesa sarebbero arrivati i problemi con l'ingresso di Goetze.

Germania sfortunata al 73esimo, Kimmich colpisce l'incrocio dei pali. E al 75esimo è Draxler a sfiorare il palo sulla sinistra di Lloris con un tiro che avrebbe potuto riaprire la gara. La Francia non deve commettere l'errore di abbassare troppo il baricentro.

Mancano 12 minuti alla fine e arrivano altri cambi su entrambi i fronti: dentro Guignac per la Francia e Sanè per la Germania, escono Giroud e Schweinsteiger. Forze fresche, ma di fatto nessuna variazione tattica. I tedeschi insistono in attacco, ma è proprio in questi frangenti che si sente la mancanza di un centravanti di peso, come poteva essere Mario Gomez.

La Francia capisce le difficoltà fisiche e tattiche degli avversari e si limita a controllare cercando di contenere il gioco tedesco all'altezza della propria area di rigore, per poi ripartire con sgroppate improvvise: come quella che a cinque minuti dalla fine porta Griezmann davanti a Neuer, per un tiro troppo debole e mal indirizzato.

Partita chiusa da un pezzo, il cronometro corre rapidamente verso il 90esimo: Hummels, Kedira e Gomez sono assenze troppo importanti in casa Germania, ma non è una scusante vista la formazione con cui l'Italia si è giocata l'accesso alla semifinale. Le grandi squadre sono tali anche quando riescono a supplire alle assenze, la Germania è probabilmente troppo legata alle individualità di alcuni e, trattandosi di una squadra tedesca, non è difficile prevedere aspre critiche nei confronti di Loew.

Al secondo di recupero Kimmich batte di testa a colpo sicuro, Lloris para in modo strepitoso. Subito dopo occasione per Goetze, ancora palla fuori. Molte le occasioni tedesche, ma soprattutto sul 2-0, e tutte sprecate.

Sarà finale Francia-Portogallo: sulla carta non c'è storia, ma il Portogallo ha Cristiano Ronaldo. E i fuoriclasse, come si sa, servono per farti vincere le partite che meriti di perdere. Rizzoli fischia, Germania a casa. Arrivederci alla finale e, come sempre, buon europeo a tutti.

© Riproduzione riservata