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Dossier Auto a guida autonoma, a che punto siamo arrivati?

    Dossier | N. 39 articoliSpeciale auto che guidano da sole

    Auto a guida autonoma, a che punto siamo arrivati?

    Potere della comunicazione: dici guida autonoma e “al bar” rispondono Google ed Apple Car; quelli un po' più esperti Tesla, forse. Eppure, premesso che alla guida totalmente autonoma nessuno ancora ci è arrivato - anche perché la legge per il momento non lo consente, in nessuna parte del mondo - le Case che più meriterebbero di essere citate in tal senso sono Honda, BMW, Audi (e VW in generale), Toyota, con menzione speciale per aziende come Bosch, Delphi e Continental, fornitori di sensori, attuatori e centraline di controllo. Prima di entrare nel tecnico, però, occorre fare una precisazione: come anticipato, in nessuna parte del mondo esiste una normativa in grado di disciplinare l'attribuzione di responsabilità, nel caso in cui il sinistro veda coinvolte vetture “autonome”.

    Non solo: per arrivare al punto in cui i computer potranno sostituirsi all'uomo è necessario un importante sviluppo dell'infrastruttura, che deve poter comunicare con i veicoli; ricevere e inviare informazioni utili per la circolazione. Quando si parla di guida autonoma oggi, dunque, si fa riferimento a una sorta di versione “light”, in cui il guidatore è comunque responsabile di ciò che accade, e che deve essere considerata anche come banco di prova per ciò che verrà in futuro.

    Tornando alla tecnologia in senso stretto, se i giganti della Silicon Valley fanno la gara degli annunci, i Marchi automobilistici sopra citati alla guida autonoma si stanno avvicinando da anni, coi fatti: Honda, dall'ormai lontano 2005 monta su vetture di serie il cruise control adattivo con sterzata assistita, in grado di agire sullo sterzo per far seguire alla vettura le linee che delimitano la corsia. Un dispositivo che nel tempo si è ovviamente evoluto tanto, ma che è su strada già da 10 anni. Proprio Honda ha inoltre promesso che entro il 2020 (in concomitanza con le Olimpiadi di Tokyo) metterà in commercio il primo veicolo totalmente autonomo, almeno sulle autostrade. Visti i precedenti, non c'è motivo di dubitare che sia così.

    Con il lancio della Golf VII, il Gruppo Volkswagen ha inaugurato il suo primo cruise control adattivo con funzione stop&go. In pratica, il cervellone elettronico gestisce gas e freni dalla partenza fino all'arresto della vettura e al guidatore è richiesto solo di dare una sorta di “ok” con l'acceleratore quando è il momento di ripartire (per esempio in coda, a un semaforo, e con cambio automatico). Funzionalità molto evolute, che l'Audi A4 ha ampliato ulteriormente: una telecamera montata dietro al parabrezza rileva ogni oggetto in movimento davanti alla vettura fino a un raggio di 100 metri e fino a 85 km/h. Se necessario, il Pre Sense City frena automaticamente la vettura; fino a 40 km/h è capace di scongiurare l'impatto, mentre tra i 40 e gli 85 km/h diminuisce la velocità riducendo le conseguenze di un eventuale incidente.

    Ancora, fino a 65 km/h la A4 sterza anche da sola, orientandosi grazie alla segnaletica orizzontale e agganciando le altre auto in movimento. Oltre i 65 km/h, invece, il guidatore deve riprendere il comando dello sterzo, ma sul suo operato resta il controllo del sistema, che lo avvisa qualora stia scavalcando la linea della corsia inavvertitamente (ovvero, senza azionare l'indicatore di direzione).
    C'è poi il caso della Volvo, che nel 2017 metterà su strada i primi 100 clienti selezionati su vetture dotate di sistemi di guida - veramente - autonoma, grazie anche alla preziosa collaborazione della città di Göteborg (Svezia, dove Volvo ha sede), che non solo ha autorizzato l'esperimento già parecchio tempo fa, ma ha messo in campo investimenti importanti per evolvere l'infrastruttura.

    Detto questo, già ora il marchio svedese offre un pacchetto molto avanzato di assistenza alla guida: l'Auto Pilot fa tutto da solo su acceleratore, freni e sterzo fino a 50 km/h. Come abbiamo avuto modo di provare in prima persona, però, c'è ancora qualcosa da mettere a punto, visto che nelle rotatorie il sistema smarrisce i riferimenti e c'è il rischio di andare dritti.
    E BMW? Lo stato dell'arte è condensato ovviamente nell'ammiraglia, la Serie 7 appena presentata. Il suo Driving Assistant Plus comprende infatti l'assistenza al controllo della traiettoria, la prevenzione della collisione posteriore, l'avviso per il traffico trasversale (quello che si incrocia) e la protezione attiva anticollisione laterale, che impedisce le partenze, qualora ad un incrocio “cieco” e con un veicolo che sopraggiunge da destra o sinistra, il guidatore prema l'acceleratore per partire.

    Ovviamente, le Case e le auto citate non sono le uniche ad offrire sistemi avanzati di sicurezza e (quasi) guida autonoma; si tratta di alcuni degli esempi migliori, di fronte ai quali non fanno così tanta impressione i video che Tesla sta diffondendo ormai da qualche tempo, in cui la Casa californiana mostra le sue Model S che viaggiano da sole sulle strade americane.
    Anzi, il vero colpo ad effetto lo ha piazzato Toyota: pochi proclami e tanti fatti. Entro fine 2015 le sue auto saranno in grado di scambiarsi dati vicendevolmente e con la strada (per ora solo in Giappone). La Casa giapponese ha infatti messo a punto l'ITS (Intelligent Transportation System), che sarà disponibile su tre modelli e fornirà al guidatore tutte le informazioni sul traffico e sulle altre auto a lui più o meno vicine e che i sistemi di bordo non possono rilevare: presenza di auto o pedoni dietro una curva “cieca”, per esempio.

    Al sistema non sfuggono infatti pedoni, altre automobili, ciclisti o moto e avvisa il guidatore con appositi allarmi sonori e visivi. Molto interessante è anche l'allerta di semaforo rosso - che si attiva quando il guidatore non solleva il piede dall'acceleratore - ma ancor di più lo è quella di semaforo verde, con tanto di conto alla rovescia che indica a chi guida quanto manca al via libera. Inoltre, l'ITS di Toyota permette ai cruise control adattivi di due auto di scambiarsi dati vicendevolmente: se una sa quello che fa l'altra, il tamponamento diventa praticamente impossibile. Ultimo, ma non meno importante, l'avviso ambulanza: ITS diffonde il segnale della presenza di un mezzo di soccorso ai veicoli nelle vicinanze.

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