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Dossier Vw scommette sull'auto che si guida da sé

    Dossier | N. 39 articoliSpeciale auto che guidano da sole

    Vw scommette sull'auto che si guida da sé

    GINEVRA - Volkswagen accelera sulle tecnologie per far dimenticare lo scandalo dieselgate. Alla vigilia del Salone di Ginevra il gruppo tedesco ha presentato una riorganizzazione che prevede la creazione di tre “Future Centers” in Europa, Usa e Cina dove gli esperti di design e digitalizzazione lavoreranno fianco a fianco per creare l‘auto del futuro. A guidare il settore digitale come Chief Digital Officer è stato chiamato nel novembre scorso Johann Jungwirth, un manager che ha guidato per anni il centro ricerche della Mercedes-Benz nella Silicon Valley e ha poi fatto parte, tra il 2014 e il 2015, della task force di Apple che sta studiando il progetto auto.

    Jungwirth porta in Vw un entusiasmo quasi da nerd soprattutto per il progetto di auto che si guida da sola - progetto su cui un po' tutti i costruttori stanno accelerando. Il manager ricorda gli oltre 1,2 milioni di morti sulle strade ogni anno, per il 91% dovuti a errori umani, e promette che “entro il 2020 Vw sarà in grado di produrre un'auto completamenfe autonoma”: il cosiddetto Livello 5 di automazione, quello in cui nella vettura potrebbe anche non esserci un pilota.

    L'avvento della guida automatica avverrà però gradualmente. “Inizierà in alcune città, poi si diffonderà ad altre” spiega. Il fattore decisivo per capire da dove partire è - un po' paradossalmente - il tempo atmosferico: “I climi caldi e con poche precipitazioni saranno favoriti perché pioggia e neve creano attualmente ancora problemi ai sensori che forniscono al pilota automatico tutte le informazioni per guidare”.

    Parallelamente alla vettura automatica si svilupperanno le applicazioni che permetteranno di disporre di vetture “on demand” (a chiamata): veicoli che risiedono magari fuori città e che vengono chiamati con il telefonino per portare i bimbi a scuola o la nonna dal medico. “La tecnologia per questo c'è già” dice Jungwirth, il quale proietta immagini di città americane piene di parcheggi che “potrebbero essere svuotati entro dieci anni e trasformati in giardini o spazi per nuove case”. In teoria l'auto a chiamata potrebbe anche sostituire completamente il trasporto pubblico, “almeno in città piccole e a bassa densità”, o dare un trasporto pubblico a paesi che ora non ne dispongono.

    E le città italiane dove il traffico non solo c'è, ma è estremamente caotico? è di questi giorni il caso di un'auto Google che è stata tamponata da un bus mentre si immetteva nel traffico... Jungwirth è ottimista. “La curva di apprendimento delle auto a guida autonoma sarà rapida: imparano più in fretta degli esseri umani perché potranno disporre del patrimonio di conoscenze di migliaia di veicoli.

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