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Dossier Per LeafSpace in arrivo nuovi soci

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    Per LeafSpace in arrivo nuovi soci

    Tra le poche startup italiane che tentano di cogliere l'opportunità offerta dal nascente mercato dei microsatelliti c'è Leaf Space, società fondata meno di due anni fa, e che proprio in questi giorni ha annunciato l'ingresso di nuovi soci: RedSeed Ventures, in qualità di lead investor, con un pool di investitori privati e istituzionali (tra cui Como Venture, Key Capital e PoliHub), finanzieranno con un milione di euro il lancio sul mercato di Leaf Line, il primo servizio di telecomunicazioni interamente dedicato agli operatori di microsatelliti.

    Leaf Space è nata quando i tre fondatori, Jonata Puglia, Michele Messina e Giovanni Pandolfi, si sono incontrati presso la Skyward Experimental Rocketry, associazione studentesca del Politecnico di Milano dedicata alla missilistica, e si sono poi appoggiati a una ricerca di mercato per individuare un'attività in campo spaziale che potesse essere intrapresa da una piccola startup. La sede operativa è presso PoliHub, l'incubatore del Politecnico di Milano, e un'altra sede è presso I3P, l'incubatore del Politecnico di Torino. L'azienda si era finora sostenuta attraverso bandi: ha ottenuto 50.000 euro dalla fase 1 SME Instrument di Horizon 2020, e ha richiesto il più cospicuo finanziamento della fase 2. Altri 15.000 euro sono arrivati attraverso il premio Expo 2015, mentre il premio Marzotto ha consentito l'incubazione gratuita presso PoliHub.

    “Il mercato dei microsatelliti è in forte espansione: siamo passati da una decina di lanci l'anno nel 2011 a circa 200 di oggi. Alle numerose iniziative a livello mondiale non si è però finora affiancato uno sviluppo dei servizi dedicati, in particolare lancio e telecomunicazioni”, ci ha detto Puglia. In effetti i risparmi consentiti dai microsatelliti vengono in parte vanificati se per la gestione si usano le infrastrutture dei satelliti tradizionali. Per esempio, l'affitto di un'antenna per acquisire i dati è un costo marginale nell'industria satellitare, ma per un microsatellite uguaglia il costo dell'intera missione. L'azienda ha già un'antenna in funzione a Vimercate (MB), che una volta messa a punto fungerà da modello per le altre stazioni di Leaf Line. Entro l'inizio del 2017 è prevista l'entrata in funzione della rete con altre tre antenne in Spagna, Lituania e Irlanda o Scozia, con l'obiettivo di arrivare entro il 2018 a 20 stazioni dislocate in tutto il mondo, sufficienti per garantire a 40 satelliti una copertura di 6 ore al giorno. Secondo Puglia la rete sarà in grado di generare ricavi già con quattro stazioni, ma la domanda potenziale è sufficiente per una forte crescita (già oggi sono in orbita oltre 400 microsatelliti).

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