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Bankitalia: in calo i derivati negli istituti italiani

LO SCENARIO

Bankitalia: in calo i derivati negli istituti italiani

Le banche italiane hanno ridotto drasticamente l’attività su cambi e i derivati su tassi e valute, registrando un calo del 40 % in tre anni, passando da un volume mensile di 994 miliardi di dollari a 592 miliardi ad aprile 2016.

È questo l’esito della rilevazione della Banca d’Italia effettuata nell’ambito della consueta indagine della Bri, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. La fotografia del mercato italiano, scattata lo scorso mese di aprile, mostra un volume complessivo di negoziazioni su cambi e derivati per 592 miliardi di dollari di cui 378 miliardi sono i volumi per i cambi e i derivati su valute. Tre anni fa, nell’aprile 2013, i volumi misurati dalla Banca d'Italia erano nettamente superiori: 993,9 miliardi di dollari di volumi complessivi, di cui 493,6 miliardi erano i volumi per cambi e derivati su valute.

L’indagine sull’Italia ha riguardato un campione di 34 banche con attività che rappresentano il 95-97% dell’intero mercato italiano. I derivati su valute, con swaps e options, spiega Via Nazionale, hanno raddoppiato il loro contributo al turnover complessivo al 4,4 per cento raggiungendo un volume pari a 26 miliardi di dollari (21 miliardi nel 2013). Si è invece dimezzato il valore dei derivati sui tassi d’interesse (da 500 a 214 miliardi).

L’attività nei mercati dei cambi e dei tassi d'interesse ha continuato a essere caratterizzata da un'elevata quota di transazioni effettuate con banche non residenti, pur in leggero calo al 69 per cento dal 73 nel 2013 scrive la Banca d’Italia.

Il peso delle transazioni svolte con banche residenti è cresciuto dal 10 al 13%. La quota delle transazioni con le istituzioni finanziarie non partecipanti all’indagine è aumentata in entrambi i mercati (complessivamente dal 6 al 9 per cento), mentre quella nei confronti della controparti non finanziarie si è raddoppiata nel mercato dei tassi (dal 1 al 2 per cento) e quasi dimezzata nel mercato delle valute (dal 10 al 6 per cento).

D’altra parte va sottolineato come a livello globale, la tendenza sia stata opposta. Negli ultimi tre anni le negoziazioni giornaliere di derivati Otc su tassi di interesse sono infatti cresciute di oltre il 17% toccando ad aprile scorso i 2.700 miliardi di dollari. I dati mostrano come gli swap di tasso di interesse siano stati gli strumenti più scambiati nel 2016, con una media giornaliera di 1.900 miliardi di dollari, seguiti dai forward rate agreement, a 700 miliardi.

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