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Dossier Shopfully raccolti 22 milioni di euro in tre anni

    Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

    Shopfully raccolti 22 milioni di euro in tre anni

    Negli ultimi tre anni ha raccolto oltre 22 milioni di euro da fondi di venture capital e al suo attivo ha circa 300 partnership strette con nomi di primo piano del mondo retail, da Wall Mart a tutte le grandi catene di elettronica di consumo presenti in Italia. ShopFully è stata fondata nel 2010 da manager con lunga esperienza nel mondo di Internet, dei media e del largo consumo e oggi è una piattaforma digitale utilizzata da oltre 20 milioni di utenti a livello globale che vogliono sapere tutto (promozioni, novità di prodotto, orari e contatti geolocalizzati) prima di fare shopping nei negozi vicino a casa. Una sorta di guida all'acquisto, insomma, accessibile da smartphone tramite apposita app, e la cui anima italiana, espressa con il marchio DoveConviene, rispecchia la filosofia del suo co-founder e co-Ceo, Stefano Portu. Sardo, un passato da pioniere del Web (ha partecipato a fine anni ‘90 alla costituzione di Buongiorno) e oggi timoniere di una realtà che vuole puntare con decisione sui mercati internazionali e strizza l'occhio al ruolo di unicorno.
    I presupposti, a livello economico, ci sono del resto tutti. Ebitda (parliamo a livello di gruppo) positivo per il terzo anno consecutivo, ricavi che da un anno a questa parte viaggiano a due cifre in scala di milioni di euro e una crescita del giro d'affari prossima al raddoppio esercizio dopo esercizio. La società non ha nuovi round di finanziamento all'orizzonte per un doppio semplice motivo, che Portu spiega al Sole24ore, “l'ultimo founding, da 13 milioni di euro è di fine 2015, del fondo inglese Highland Europe; il nostro business nei mercati maturi genera cassa e abbiamo consolidato un modello che finanzia la crescita”.
    ShopFully è in una fase di scale up e ha completato il percorso di sviluppo da startup anche sotto il profilo dimensionale, con oltre 150 persone (di 11 nazionalità) in organico. La scommessa, ora, è quella di massimizzare il cosiddetto “mobile drive to store”, fenomeno che vede nove consumatori su dieci recarsi in negozio dopo aver raccolto informazioni online o tramite telefonino. “La penetrazione del mobile – assicura Portu – va verso il 90% nei Paesi sviluppati e verso il 70% in quelli in via di sviluppo. Le potenzialità di questo servizio sono enormi e noi stiamo giocando una partita globale”.
    Di exit miliardaria, invece, non se ne parla nemmeno, anche se la società, come conferma il Ceo, è “costantemente in fase di valutazione di nuove opportunità di crescita e di new business. Il nostro piano – dice ancora Portu - è quello di portare l'azienda a diventare un player indipendente sul mercato internazionale, con la testa in Italia e l'obiettivo di incrementare l'organico progressivamente fino a raggiungere 500 e poi un migliaio di dipendenti. Quanto alla possibilità di vendere l'azienda, se deve succedere succederà, ma non è il traguardo che ci siamo prefissati”.

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