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Dossier Barilla scommette su Startupbootcamp FoodTech

    Dossier | N. 215 articoliPiù start-up con il Sole

    Barilla scommette su Startupbootcamp FoodTech

    È un annuncio di peso quello sortito in occasione dell'ultima tappa di Milano del FastTrack World Tour che l'acceleratore romano Startupbootcamp FoodTech ha condotto in giro per il mondo attraverso dieci appuntamenti, da Londra a Bangalore, da Berlino alla Silicon Valley. Un percorso che ha coinvolto oltre 100 startup attive in questo settore e che si conclude per l'appunto con il botto firmato da Barilla. La casa emiliana ha infatti ufficializzato il proprio ruolo di “Main Partner” dell'acceleratore affiancandosi a nomi importanti come Gambero Rosso, LVenture Group, Monini, Cisco e M3 Investimenti.
    “Questa partnership - ha spiegato in una nota Giancarlo Addario, Collaborative Research and IPR Manager di Barilla - consolida il ruolo dell'azienda, che da tempo adotta approcci e metodi di open innovation ad integrazione delle attività interne di ricerca e sviluppo, e completa il nostro kit di strumenti per dotarsi delle più avanzate innovazioni nel mondo del food”.
    Un mercato in cerca di maturità
    “L'arrivo di Barilla – ha sottolineato invece Peter Kruger, Ceo di Startupbootcamp FoodTech – è una validazione della nostra idea di business, della scelta di lanciare in Italia, a Roma, un acceleratore indipendente, il primo al mondo, specializzato nel foodtech che opera con le regole del mercato globale. Il fatto che un brand come Barilla sposi il nostro programma è un segnale fortissimo della volontà dell'Italia di giocare un ruolo importante nell'innovazione, e significa garanzia di competenze molto elevate per la selezione e l'accelerazione delle startup del foodtech”.
    Il nuovo partner, insomma, dovrebbe portare valore e aumentare l'interesse per un mondo, quelle delle imprese che operano nel food attraverso le tecnologie digitali che, assicura Kruger, “interessa molto alle grandi aziende italiane del settore alimentare, perché hanno capito che l'innovazione si può e si deve fare anche fuori dai confini della propria organizzazione”. Certo i passi da fare sono ancora tanti, e questo perché se il livello di maturità delle startup del foodtech della Penisola è medio alto, non altrettanto è la maturità del mercato. Un mercato, conclude il Ceo di Startupbootcamp FoodTech, che “deve assolutamente crescere sul fronte delle disponibilità di investitori e quindi di capitali”.
    Il programma. Selezioni finali a Roma il 21 ottobre
    Barilla supporterà il programma Startupbootcamp FoodTech sia nella fase di selezione delle startup che hanno presentato in questi mesi la propria candidatura (oltre 300 nel complesso le “applications” registrate, la call si chiude il 19 settembre) per le Selection Days in programma a Roma dal 20 al 22 ottobre, sia durante l'accelerazione vera e propria che a partire dal 21 novembre vedrà coinvolte le 10 migliori startup.
    Come conferma al Sole24ore.com Diego Falanga, Chief operating officer di Startupbootcamp FoodTech, anche la tappa milanese ha avuto un grande riscontro da parte della comunità delle startup (una cinquantina le aziende in vetrina oggi) aumentando il livello della sfida che dovrà eleggere (le 20 realtà finaliste saranno vagliate da oltre 70 mentor) la top ten di questa edizione del tour. In gara ci sono diverse realtà italiane ma il grosso del gruppo (circa il 70%) sono imprese internazionali e la maggior parte viene dall'India. L'epilogo è fissato per il 10 marzo 2017, quando le 10 startup vincitrici presenteranno i rispettivi progetti davanti alla comunità degli investitori, con l'obiettivo dichiarato di strappare qualche importante round di finanziamento.
    Startupbootcamp FoodTech, da parte propria, metterà a disposizione delle startup vincitrici 15mila euro di capitale, servizi di tutoraggio e mentoring, sei mesi di ospitalità (inclusi tre mesi di accelerazione) e l'accesso ad un network di partner di settore, investitori e fondi di venture capital internazionali fra cui Accel, Endeit, Earlybird, Sunstone, Google VC e altri.

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