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Milan, altre garanzie dalla cordata cinese. Si va avanti verso il…

L'Analisi|la trattativa di fininvest

Milan, altre garanzie dalla cordata cinese. Si va avanti verso il closing

Il consorzio cinese in trattativa con Fininvest per l’acquisizione del Milan mette subito a tacere le voci legate a un presunto illecito nei documenti bancari presentati dopo aver siglato il preliminare. «Sino Europe Sports e Fininvest non confermano i contenuti dell’ennesimo articolo di Bloomberg e proseguono sul closing entro il 2016», si legge in un comunicato congiunto, nel quale Fininvest inoltre «non conferma di avere ricevuto le specifiche carte in questione».

Le indiscrezioni di Bloomberg erano relative a un estratto conto prodotto da una delle aziende del consorzio cinese ad aprile 2016. A quanto pare disconosciuto dalla banca di riferimento.

Fininvest, in ogni caso, aveva ottenuto un feedback positivo dai suoi advisor per quanto riguarda le verifiche sulla solidità finanziaria della cordata cinese.
Si procede dunque verso il closing, fissato entro il termine dell’anno, con gli investitori cinesi che hanno già versato la caparra da 100 milioni di euro prevista dagli accordi stipulati ad agosto. Un pagamento avvenuto in anticipo rispetto alle scadenze fissate dal contratto preliminare, per una trattativa che procede nei tempi previsti dalla tabella di marcia.

Il contratto preliminare è stato firmato lo scorso 5 agosto e prevede, sulla base di una valutazione complessiva di 740 milioni del club (inclusi 220 milioni di debiti), la cessione del pacchetto azionario alla Sino-Europe Investment Management Changxing, una cordata cinese composta da soggetti la cui identità non è ancora stata resa nota, ad eccezione di Haixia Capital, fondo di sviluppo che fa capo al Governo di Pechino, e Li Yonghong.

Dal 1986, Silvio Berlusconi ha investito nel Milan 820 milioni di euro. Si tratta dei soldi immessi nelle casse del club rossonero sotto forma di versamenti o aumenti di capitale. Il calcolo peraltro è fermo a marzo 2016. Fino al passaggio di proprietà al consorzio cinese in procinto di rilevare la società, la Fininvest, che ne controlla il 99,9% dovrà staccare altri assegni che potrebbero portare l'esborso complessivo vicino ai 900 milioni.

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