Italia

Ue, Napolitano: l’Italia eviti tentazione di fare da sola

dopo il vertice di bratislava

Ue, Napolitano: l’Italia eviti tentazione di fare da sola

L’irritazione del premier Matteo Renzi per una certa visione dell'Europa che, dopo il vertice di Bratislava concluso con una dichiarazione «di scarso valore», arriva soprattutto dalla Germania è «comprensibile», ma «l'Italia non deve lasciarsi tentare dal “fare da sola”», lavorando piuttosto a «un’opera di tessitura» europea. Lo ha affermato il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un'intervista al Corriere della Sera. All’indomani del vertice europeo a Bratislava il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva avanzato forti riserve per la gestione europea, criticando la posizione assunta dai partner europei - Germania e Francia in testa - su due temi chiave: crescita economica e immigrazione. E aveva tuonato: «Se l’Europa continua così noi dovremo organizzarci in modo autonomo sull’immigrazione».

Napolitano: capisco irritazione, ma no a fare da soli
«Che si sia colta quest'ultima occasione di elusività e inconcludenza per dissociarsene - come ha fatto il presidente del Consiglio italiano - magari anche per comportamenti ritenuti scorretti nei nostri confronti, è pure comprensibile, ma l’occasione di Bratislava non merita particolare considerazione, né può far trascurare il quadro per altri aspetti ben più importanti e positivi», ha dichiarato Napolitano, sottolineando la rilevanza del documento 2016 “sullo stato dell’Unione” presentato Juncker, con «l’annuncio di un “libro bianco”, come visione a lungo termine per l'Europa, sia di una dettagliata “agenda” delle azioni da realizzare nei prossimi dodici mesi». L’agenda, ha evidenziato ilo presidente emerito, «comprende istanze particolarmente sollecitate dall'Italia: dal raddoppio dei finanziamenti per il Fondo del piano Juncker per investimenti paneuropei, all'istituzione di un piano di investimenti per l’Africa».

La crisi della governance Ue
Sulla crisi della governance europea, «se l'Europa è scossa nelle sue istituzioni in uno con i suoi fondamenti ideali e con le sue politiche, l’istituzione visibilmente malata o fragilizzata è il Consiglio europeo», a causa della «prevalenza delle ottiche politiche nazionali», ha rilevato ancora Napolitano, per il quale «la leadership della Germania mostra una tendenziale perdita della sua capacità di orientamento in seno alle istituzioni europee e nei rapporti con l'insieme degli Stati membri». Contribuire al «superamento del presente “smarrimento” o diaspora, ben visibile nelle difficoltà del Consiglio, è compito dei governi più consapevoli della gravità della crisi e dell’esigenza di una ricerca di soluzioni in positivo, come il governo italiano».

Il ruolo di tessitura dell’Italia
Ecco perché l’Italia deve «impegnarsi concretamente su scelte volte a ripensare istituzioni dell’Unione divenute pletoriche o comunque poco governabili ed efficaci. Si imponga a tal fine o no una revisione dei Trattati», ribadisce Napolitano. Di qui la necessità di «un'opera di tessitura, urgente e delicata, di cui l'Italia deve farsi protagonista piuttosto che lasciarsi tentare dal “fare da sola”».

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