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Terremoto, Renzi: «Danni per almeno 4 miliardi»

a un mese dal sisma

Terremoto, Renzi: «Danni per almeno 4 miliardi»

«Il nostro obiettivo - ha detto il premier - è quello di rifare tutto come prima, in piena vicinanza con le realtà del territorio». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi incontrando i giornalisti a Palazzo Chigi per fare il punto, un mese dopo l’evento sismico, sull’andamento della gestione post terremoto. E ha ricordato che «dal terremoto si esce solo se c'è uno spirito forte di comunità, la ricostruzione è sempre problematica, ma occorre valorizzare le comunità».

Stima dei danni: almeno 4 miliardi
Parlando della stima dei danni del terremoto che ha colpito il centro Italia Renzi ha detto che «come minimo nelle aree interessate siamo sui 4 miliardi, ma è un’analisi che dovrà essere verificata». Il sisma «ha colpito non solo i luoghi in cui ci sono state le vittime ma ha creato tante lesioni, in particolare nelle Marche c'è una lesione profonda per molte comunità». La ricostruzione interesserà le prime e le seconde case. Alla conferenza stampa hanno partecipato il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto del 24 agosto, Vasco Errani, il capo del dipartimento Protezione civile Fabrizio Curcio, i presidenti delle quattro Regioni coinvolte dall’evento sismico Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Luciano D'Alfonso (Abruzzo).

Proroga ecobonus anche per il 2017
Renzi ha anche annunciato la proroga dell’ecobonus anche per il 2017. «La misura fiscale che consente di intervenire nelle case per l’adeguamento sismico oltre che per l’efficientamento energetico sarà prorogata, chi potrà avrà l'ecobonus del 65% anche nel 2017», ha detto il presidente del Consiglio. «Talvolta basta poco», ha detto, sottolineando che anche nell'ultimo sisma si è visto che «dove si era intervenuti la situazione era diversa».

“Ecobonus del 65% anche nel 2017”

Matteo Renzi 

Le donazioni via sms hanno raggiunto i 15 milioni
Nel decreto per le zone terremotate che il Cdm varerà entro il 2-3 ottobre prossimo si «proporrà un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e non si discuterà ogni anno delle quote da risarcire», ha detto il commissario alla ricostruzione, Vasco Errani. L’intendimento del governo, ha sottolineato, è quello di «riattivare subito l’economia e il lavoro». Ha promesso che la ricostruzione sarà fatta «nel miglioramento e nell’adeguamento sismico che assicuri che con un terremoto 6.0 non ci siano crolli e in quei comuni non si rischierà più la vita». Le donazioni tramite sms hanno raggiunto i 15 milioni di euro, superando il terremoto dell'Emilia, ha reso noto Errani.

“Le stazioni appaltanti saranno solo le 4 Regioni e ci sarà un’unica stazione di committenza”

Il commissario alla ricostruzione Vasco Errani 

Errani: stazione unica di committenza e liste di merito per le imprese
Sarà utilizzato il modello Expo per garantire «legalità e trasparenza» nella ricostruzione post terremoto, ha detto Errani. Ci sarà una «collaborazione rafforzata con l’Anac, liste di merito per le imprese: tutte le imprese che lavoreranno con fondi pubblici per edifici pubblici o privati dovranno essere iscritte alle liste di merito». Inoltre «ci sarà un controllo capace di effettuare il contrasto delle infiltrazioni e verificare la legalità e la trasparenza». Le stazioni appaltanti, ha spiegato Errani, « saranno solo le 4 Regioni e ci sarà un'unica stazione di committenza. Appena in grado costruiremo un open data a disposizione di tutti».

Riconosceremo tutti i danni
«Noi riconosceremo tutti i danni che saranno verificati ovunque si siano verificati: questo è un terremoto che ha avuto un prolungamento nelle Marche, è andato lontato e tutti i danni saranno riconosciuti puntualmente con le verifiche», ha detto ancora il commissario per la ricostruzione Errani.

Curcio: dal Fondo di solidarietà europeo almeno 3-4 miliardi
«Stiamo lavoranto all'attivazione del Fondo di solidarietà europeo: è un lavoro importante che ci consentirà di accedere a delle risorse che saranno non meno di 3-4 miliardi, ma è una cifra assolutamente orientativa», ha sottolineato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. «I danni che vediamo sono cospicui, ma paragonati con gli altri sismi non andremo lontano da queste cifre, anzi sono in difetto. Ma questo lo vedremo», ha sottolineato. La priorità ora è chiudere le tendopoli per avviare per avviare la costruzione delle “casette” (tempo massimo di sette mesi per costruzione, acquisizione aree e parte amministrativa).

Sono 3.027 persone assistite dalla Protezione civile
Nelle aree colpite dal sisma sono 3.027 le persone ancora assistite dalla Protezione civile nei campi e nelle strutture allestite ad hoc o presso gli alberghi. La popolazione è molto provata dalla sequenza di scosse telluriche che ancora si susseguono giorno dopo giorno.

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