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Federmeccanica: nel II trimestre 2016 produzione a -1,2%

indagine congiunturale

Federmeccanica: nel II trimestre 2016 produzione a -1,2%

Nel secondo trimestre 2016 l'attività produttiva metalmeccanica ha registrato una flessione media dell'1,2% rispetto trimestre precedente (+2,2%) ed i volumi realizzati risultano ancora inferiori del 28,7% rispetto al periodo pre-recessivo (primo trimestre 2008). È il dato che emerge dall'indagine congiunturale sull'industria metalmeccanica italiana presentato oggi a Roma da Federmeccanica. Il peggioramento ha caratterizzato quasi tutte le attività, compresa la costruzione di mezzi di trasporto che ha registrato il secondo trimestre consecutivo di contrazione (-1%).

I numeri
Secondo i dati di Federmeccanica, la produzione di metalli e prodotti in metallo è diminuita dello 0,9%, quella di macchine elettriche dell'1%, la produzione di macchine ed apparecchi (meccanica strumentale) del 2,1%. La costruzione di mezzi di trasporto, che aveva sostenuto l'attività produttiva, non solo metalmeccanica, nel corso di tutto il 2015, risulta anch'essa diminuita dell'1% dopo il -0,5% del primo trimestre.

Franchi: «Niente sarà più come prima»
«Non siamo ancora fuori dal tunnel - ha il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi - e non si intravede nelle previsioni a breve alcuna positiva evoluzione della congiuntura. La produzione metalmeccanica dal 2007 ad oggi è diminuita di circa il 30% e sono stati cancellati 280mila posti di lavoro. Niente sarà più come prima, dobbiamo prenderne atto».

«Vogliamo rinnovare il contratto»
«Noi crediamo nel contratto nazionale e vogliamo fare il contratto nazionale» ha detto poi il direttore generale Franchi parlando del rinnovo del contratto dei metalmeccanici e ricordando che il prossimo incontro con i sindacati di categoria è fissato per il 28 settembre. Sulla trattativa dei metalmeccanici si era espresso nei giorni scorsi anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, auspicando una chiusura «in tempi brevi».
«Abbiamo fatto una proposta il 22 dicembre scorso - ha detto durante la presentazione dell'indagine - e crediamo nell'importanza del contratto nazionale. Federmeccanica ha dimostrato sempre senso di responsabilità e continuerà a farlo».

Attese negative nel breve termine
L'indagine dice poi che le attese delle imprese sono improntate ad una sostanziale stagnazione dell'attività, in presenza di ordini in portafoglio che non crescono e di circa un terzo delle imprese che li valuta insufficienti a garantire il normale svolgimento dell'attività produttiva. Secondo Federmeccanica, sui livelli di produzione pesano la stagnazione della domanda interna per beni di consumo e la flessione degli investimenti in macchine ed attrezzature, insieme ad un drastico rallentamento dell'interscambio: nei primi sei mesi del 2016, infatti, le esportazioni metalmeccaniche, pari ad oltre 100 miliardi di euro, sono cresciute solo dello 0,7% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.

Scende l'occupazione
Dati negativi anche sul fronte lavoro. Nei primi sei mesi dell'anno in corso l'occupazione nelle imprese metalmeccaniche con oltre 500 addetti è diminuita, in termini tendenziali, dello 0,6%, mentre risulta aumentato il ricorso all'istituto della Cassa Integrazione Guadagni che, rispetto al primo semestre del 2015, è mediamente cresciuto dell'11,1%, in presenza di una impennata delle ore di Cig straordinaria (+32,3%). «La parola d'ordine - ha detto Alberto Dal Poz, vice presidente di Federmeccanica - è quindi tornare a crescere» e «non potendo contare su una solida ripresa economica, occorre agire su altri fattori che non penalizzino neé le imprese né il lavoro». E in tal senso «le proposte di Federmeccanica privilegiano la contrattazione di secondo livello e lo stretto legame tra salario e produttività» ha continuato Dal Poz, che si è detto «fiducioso che anche le parti sindacali siano responsabili e consapevoli di dover fare la propria parte».

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