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Jobs act, ok Cdm a stretta voucher e aiuti aree crisi

consiglio dei ministri

Jobs act, ok Cdm a stretta voucher e aiuti aree crisi

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto correttivo del Jobs act che introduce la tracciabilità dei voucher (i buoni lavoro) ed estende gli
ammortizzatori sociali per le aree di crisi industriale complessa. Il governo ha approvato anche la definizione del cratere del sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso.

Tutele per 40mila lavoratori in aree crisi
Per i circa 40mila lavoratori delle aree di crisi industriale complessa (Gela, Molise, Taranto, Termini Imerese, Ascoli Piceno, Rieti, Livorno, Trieste e Piombino), la cassa integrazione straordinaria una volta esaurita - per via dei nuovi limiti fissati dal Jobs act - potrà essere prorogata fino a un massimo di un anno, purché l'impresa presenti un piano di recupero occupazionale con percorsi di politiche attive per la ricollocazione del personale. Rispetto alla versione precedente del decreto, è scomparso il riferimento ai 150 milioni, sempre nelle aree di crsi, da destinare ad una prestazione di sostegno al reddito di 500 euro mensili per i lavoratori licenziati rimasti privi di ogni sostegno al reddito.

È prevista poi la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà «difensivi» in contratti di solidarietà «espansivi», così da favorire l’incremento degli organici e l’inserimento di nuove e aggiornate competenze.

Decolla la stretta sui voucher
Quanto ai voucher si fissa l'obbligo per il datore di lavoro di comunicare all'Ispettorato del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il
codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della
prestazione di lavoro accessorio, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione stessa. Novità per l'agricoltura: in questo settore, i committenti sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione di lavoro accessorio con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni (non più a 7 giorni, come inizialmente previsto nello schema approvato in via preliminare a giugno scorso).

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