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La prepotente divergenza fra banche europee e Usa. Colpa o no dei tassi?

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La prepotente divergenza fra banche europee e Usa. Colpa o no dei tassi?

Janet Yellen, presidente della Federal Reserve (Ap)
Janet Yellen, presidente della Federal Reserve (Ap)

La redditività langue ma la colpa è dell'overbanking o dei tassi sottozero? Negli ultimi giorni sembrerebbe essersi acceso un confronto a distanza fra la Bce e la Banca dei regolamenti internazionali. Secondo il presidente della Bce, Mario Draghi, che ne ha parlato giusto ieri durante una conferenza organizzata dallo European Systemic Risk Board, la risposta può fare male a qualcuno ma è questa: l'area dell'euro ha troppe banche. Eccolo, quindi, un fattore importante della bassa redditività delle banche stesse, non la politica di bassi tassi d'interesse della Bce.

Draghi ha pertanto respinto le accuse che vengono rivolte alla Bce dal settore bancario, secondo cui i bassi tassi d'interesse e soprattutto i tassi negativi applicati ai depositi delle banche presso la Bce stessa, comprimono i margini d'interesse e quindi la redditività degli istituti di credito.

La lettura della Banca dei regolamenti

D'altra parte appare evidente che ci sia una crescente divergenza monetaria fra Usa e Ue e che anche questo produca effetti sul funzionamento del sistema bancario. Le banche europee, insieme a quelle giapponesi, ossia delle aree in cui le politiche monetarie sono in piena fase di allentamento, soffrono infatti assai più quelle statunitensi, dove, fra stop and go, la politica monetaria va verso la normalizzazione.

Questa diversa lettura dei fatti si può osservare leggendo l'ultimo report trimestrale della Banca dei regolamenti internazionali (Bis), che analizza le complessità dei sistemi bancari, cominciando proprio da quella originata dall'andamento calante dei tassi di interesse.

Il report è analizzato da Maurizio Sgroi in un post sul blog Econopoly dal titolo “La prepotente divergenza fra banche europee e americane”.

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