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    Dossier | N. 218 articoliPiù start-up con il Sole

    Startup, ecco Magnetique. Il primo fumetto vr al mondo è sostenibile e made in Italy

    Si intitola “Magnetique”, è disponibile gratuitamente per Samsung Gear Vr ed è stato sviluppato da Oniride, startup romana fondata nel 2014 da Andrea Giansanti, Mitchell Broner Squire e Fabio Caselli, oggi soci di Olimpia e Giona Fiorentino, investitori informali che hanno fornito il seed a sostegno di un business plan iniziale di 18 mesi.

    “Magnetique” racconta le avventure di Nero, un giovane marionettista approdato a Cyan con un carico non sempre rassicurante di storie da raccontare. E oltre a essere la testimonianza di un modo nuovo di concepire il racconto illustrato – applaudita anche da John Carmack, cto di Oculus Vr - è un buon esempio di strategia sostenibile: «riteniamo di poter raggiungere con facilità il break even -– spiega Broner Squire, business manager di Oniride – un singolo episodio di “Magnetique” costa fra i 1500 e i 6mila euro, a seconda della sua complessità e della sua lunghezza.

    Dopo i primi due gratuiti, una volta raggiunta una userbase adeguata e fide-lizzati i lettori, pubblicheremo gli altri episodi a un prezzo compreso fra 1 e 2 euro. Oggi “Magnetique” è in italiano e inglese, ma stiamo negoziando per distribuirlo in cinese nel primo trimestre 2017. Lavoriamo anche a una ver-sione per Daydream, il visore low-cost di Google».

    Una progettualità le cui ambizioni vanno oltre il primo vr comic: «stiamo sviluppando un tool per artisti, affinché disegnatori e sceneggiatori possano creare i loro fumetti in realtà virtuale. Lo proporremo a case editrici e distri-butori; a regime, il fumetto in vr avrà una dignità di mercato a sé, a complemento dei comic tradizionali». Non è un caso che Oniride sia nata con la vocazione di mettere la realtà vir-tuale a servizio di arte e cultura. Lo testimoniano la sua attività b2b, con uno spin-off dedicato, e progetti come la riproduzione del mausoleo di Elena, realizzato in collaborazione con l'Università di Roma III.

    «La realtà virtuale è una piattaforma flessibile che potrà servire i più vari settori economici – aggiunge Broner Squire - in futuro, contiamo di rivolgerci al venture capital per avviare progetti che la sfruttino come viatico. Perché siamo convinti che con questa tecnologia gli indipendenti avranno da dire anche più delle major. Ed è su due eccellenze che concentriamo la nostra offerta: il patrimonio culturale e il saper raccontare storie. Ambiti in cui il made in Italy crea competitività internazionale».

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