Italia

Esami, asili e baby sitter: i tre «bonus» per la…

la manovra

Esami, asili e baby sitter: i tre «bonus» per la famiglia

Tra le misure che hanno fatto crescere il valore della manovra rispetto alle previsioni iniziali c'è anche il pacchetto famiglia, salito fino a 600 milioni di euro contro i 400 delle sue prime ipotesi.
Il capitolo famiglia, “promosso” soprattutto dal ministro Ncd Enrico Costa, poggia su tre misure principali: il bonus “mamma domani”, un voucher per le spese legate agli asili nido e la conferma del bonus bebè. In quest'ambito entra poi il voucher baby sitter per le donne che lavorano, avviato quest'anno e in via di rafforzamento dal 2017 proprio per effetto della manovra in costruzione.

«Mamma domani»
Il bonus “mamma domani” è una sorta di bonus bebè pre-nascita. Come il bonus bebè si tratta di un'una tantum, pensata per finanziare le spese aggiuntive prodotte dall'arrivo del nuovo figlio, ma si concentra sull'assistenza sanitaria e sugli esami di screening che caratterizzano la gravidanza. Il progetto è quello di un bonus da 800 euro, ma naturalmente per la cifra definitiva occorrerà aspettare i testi della manovra.

La spesa per gli asili
Per quando la nascita arriva, invece, viene confermato il bonus bebè, che vale 960 euro all'anno e accompagna i primi tre anni di vita del bambino. Lo strumento aggiuntivo per sostenere le spese di questa fase sarà invece un voucher da spendere negli asili nido, privati o pubblici. Su questo tema negli ultimi anni si sono esercitate anche alcune regioni, di conseguenza occorrerà vedere come si incroceranno regole nazionali e locali per capire l'impatto effettivo di questa scelta sulle famiglie. A completare il quadro, come accennato, arriva un'altra conferma, quella del voucher da 600 euro al mese, per un massimo di sei mesi, che le madri lavoratrici possono utilizzare per i servizi di baby sitting.

I programmi
Nelle intenzioni del governo, o quantomeno dei ministri “centristi” a partire proprio da Costa, queste misure rappresentano solo l'antipasto del quoziente famigliare da introdurre nel 2018, all'interno della riforma dell'Irpef annunciata dai programmi governativi. Ma per questo meccanismo, pensato per calcolare l'Irpef famigliare e non più quella del singolo contribuente che finisce per penalizzare i nuclei più numerosi, occorrerà aspettare la definizione del quadro politico e di quello economico.

© Riproduzione riservata