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Credito, Bankitalia: possibile restrizione nel quarto trimestre

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Credito, Bankitalia: possibile restrizione nel quarto trimestre

L’offerta di credito da parte delle banche potrebbe diventare più rigida nel quarto trimestre di quest'anno. È il dato che emerge dall'indagine sul credito bancario (Bls) svolta in Italia dalla Banca d'Italia nell'ambito dell'analisi svolta dalla Bce. All’indagine hanno partecipato otto tra i maggiori gruppi italiani. L’indagine ha scattato una fotografia sul terzo trimestre ed ha interpellato le banche sui fattori che possono allentare o irrigidire le condizioni di offerta del credito per il quarto trimestre.

Segnali possibile restrizione credito IV trimestre
In risposta a quest'ultima domanda emergono, per la prima volta dopo alcuni trimestri, segnali di un possibile restringimento dei criteri di offerta. Nell'ultimo Bollettino Economico la Banca d'Italia aveva invece segnalato che l’offerta di credito non è più un elemento di freno per gli investimenti delle imprese.

Si rafforza domanda da famiglie, ferma da imprese
L'indagine sul credito bancario mostra che nel terzo trimestre dell'anno i criteri di offerta dei prestiti alle imprese e alle famiglie sono rimasti invariati. È comunque proseguita la riduzione dei margini applicati alla media dei prestiti sia per le imprese sia per le famiglie. In prospettiva, la domanda delle imprese resterebbe invariata mentre aumenterebbe ulteriormente quella delle famiglie.

Abi: crescita prestiti zero a settembre
A certificare una crescita zero per i prestiti bancari anche a settembre è stato il rapporto mensile Abi. In base ai dati dell’associazione bancaria i finanziamenti sono rimasti praticamente invariati sia considerando il dato globale per privati e P.a. (-0,4%) che per i soli prestiti a famiglie e imprese (-0,01%). Nel mese di
agosto le variazioni erano state pari a -0,6 e -0,16%. Prosegue oramai da un anno la crescita dei mutui (+1,9% ad agosto) per le famiglie, mentre sono ancora in negativo i prestiti alle imprese non finanziarie (-0,2%) influenzata dall'andamento degli investimenti e del ciclo economico. Prosegue inoltre la crescita dei depositi bancari e la caduta della raccolta delle obbligazioni degli
istituti dei credito. Secondo il rapporto mensile Abi i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) aumentano, a fine settembre 2016, di oltre 43 miliardi di euro rispetto all'anno precedente (su base annua, +3,4%;
+3,3% a settembre 2015), mentre si conferma la diminuzione, sempre su base annua, della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, (a settembre 2016: -16,6%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di oltre 65 miliardi di euro).

Nuovo minimo storico tassi mutui al 2,05%
Non solo. L’Abi registra anche l’ennesimo minimo storico dei tassi di interesse sui nuovi mutui bancari per l'acquisto di casa. Secondo il rapporto mensile Abi, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato a settembre 2016 su un “nuovo minimo storico” di 2,05% (2,16% il mese
precedente). In calo anche i tassi di interesse sul totale dei prestiti, sceso al 2,97%, toccando il nuovo minimo storico. Era il 2,99% il mese precedente e al 6,18%, prima della crisi, a fine 2007.

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