Italia

Mattarella: «Servono iniziative per attrarre talenti in Italia»

rafforzare media e web in lingua italiana all’estero

Mattarella: «Servono iniziative per attrarre talenti in Italia»

«Le industrie del nostro Paese che hanno puntato sulla internazionalizzazione hanno recato e recano un contributo fondamentale alla causa della nostra cultura e della nostra lingua, esprimendo quella civiltà e quell’umanesimo del lavoro che costituisce tanta parte del nostro bagaglio». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento agli 'Stati generali della lingua italiana nel mondo' in corso a Firenze. «Ogni settore del nostro Paese- ha sottolineato il capo dello Stato- è chiamato a essere fonte di ispirazione e avvicinamento alla cultura italiana e non possono mancare, in questa direzione, iniziative tese alla attrazione di talenti in Italia, insieme a quelle dirette al rientro dei talenti italiani che hanno visto crescere le loro competenze all'estero». Il mondo della scienza e della ricerca, «viene interpellato per primo in questo senso. Ma, alla base di tutto, vi è, naturalmente, la necessità di un ampliamento della conoscenza della lingua italiana».

Italiano per stranieri importante canale di propagazione culturale
«Accanto all’esportazione dell’insegnamento dell’italiano (ieri rivolto pressoché esclusivamente alle nostre comunità di immigrati e che va, sempre di più, indirizzato anche a giovani nei rispettivi Paesi), oggi l’italiano per stranieri in Italia è divenuto un altro canale importante di propagazione culturale», ha detto il presidente della Repubblica concludendo gli Stati generali della lingua italiana a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Rafforzare i programmi tv per gli italiani all’estero
Per il capo dello Stato appare «indispensabile il rafforzamento dei canali televisivi in lingua italiana dedicati all’estero e di contenuti per la rete internet: si tratta di una missione peculiare cui il servizio pubblico radiotelevisivo deve assolvere, con grande attenzione proprio all'offerta culturale complessiva che l'Italia è in grado di mettere in campo». Qusta offerta non raggiungerà solo le nostre comunità all’estero, desiderose di trasmissioni di qualità, ma contribuirà al ruolo di 'lingua franca' che, in molti ambiti culturali – arte e musica fra questi – l'italiano si trova a svolgere». La questione, ha sottolineato il presidente della Repubblica, riguarda «anche il sostegno all’editoria di lingua italiana all'estero: si tratta di media che vanno sostenuti».

Non confinare l’italiano a lingua della tradizione
Non è giusto nè realistico considerare l'italiano la lingua della «tradizione» e l'inglese la «lingua della modernità»: si tratta di «una falsa alternativa», ha detto Mattarella. «La lingua è il vettore di valori identitari espressione della cultura di un popolo. Questa funzione, in particolare, trova conferma per la cultura italiana, tuttavia con un retrogusto - che talvolta si coglie - che sembrerebbe volerla confinare al passato - ha spiegato -, alla cultura della tradizione, affidando, invece, ad altre lingue, l’inglese, ad esempio, la funzione - oltre che di lingua veicolare attualmente prevalente -, di lingua della modernità, dell'innovazione, della contemporaneità. Si tratta di una falsa alternativa; alla quale occorre sfuggire.

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